Crollo Ponte Morandi, corsa contro il tempo: si cercano ancora i dispersi

I soccorritori lavorano ininterrottamente ormai da 72 ore, obiettivo rimuovere le macerie e individuare le persone che si teme possano essere rimaste sotto il cemento. Principio d'incendio in mattinata in un capannone sul lungo Polcevera

Resta fermo a 38, all’inizio del terzo giorno dal crollo di Ponte Morandi, il bilancio ufficiale delle vittime della tragedia che ha colpito Genova martedì 14 agosto 2018.

La macchina dei soccorsi sta operando ininterrottamente da oltre 72 ore, e venerdì mattina i Vigili del fuoco hanno dovuto fare i conti anche con un principio d’incendio divampato in uno dei capannoni lungo il Polcevera che si trovano all’interno della “zona rossa” quella considerata a rischio per timori di nuovi cedimenti del ponte.

A fine mattinata il sindaco Marco Bucci e il governatore della Liguria, Giovanni Toti, hanno effettuato una visita al centro civico Buranello, dove sono raccolti gli sfollati, e in via Fillak, per un sopralluogo nella cosiddetta "zona rossa", quella transennata per limitare gli accessi nel timore di ulteriori cedimenti. Nel primo pomeriggio le autorità cittadine si sono quindi spostate a San Biagio, sede dei primi appartamenti che verranno assegnati afli sfollati: «Entro novembre tutti avranno una nuova casa», ha assicurato Toti.

Alla Fiera i funerali di Stato per parte delle vittime: presenti le massime cariche istituzionali

Nel primo pomeriggio sono terminati i sopralluoghi delle forze dell’ordine  alla Fiera di Genova, necessari in un’ottica di sicurezza in vista dei funerali di Stato di sabato mattina. Sempre nel pomeriggio si riunirà il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, alla presenza di tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle autorità cittadine e regionali, per stabilire le ultime direttive.

Alla cerimonia prenderanno parte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati, il premier Giuseppe Conte e tutti i ministri, che si riuniranno poi in Prefettura al termine delle esequie per un consiglio straordinario. 

Al padiglione B in mattinata è stato celebrato il rosario alla presenza del vescovo ausiliare, monsignor Nicolò Anselmi. Le bare di 18 vittime del crollo sono già state trasferite dalle camere mortuarie del San Martino: a venerdì risultano sempre 38 le vittime identificate, ma secondo le stime sarebbero ancora tra le 10 e le 20 le persone che risultano ancora ufficialmente disperse. 

Non tutti i parenti delle vittime hanno accettato di celebrare i funerali di Stato: i familiari di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, i 4 ragazzi di Torre del Greco che erano diretti a Nizza, hanno scelto di riportare le salme a casa e di celebrare funerali privati, così come quelli di Stella Boccia, la giovane di Foiano della Chiana morta insieme con il fidanzato, il cittadino peruviano Carlos Jesus Erazo Trujillo, i cui parenti stanno ancora cercando di trovare un modo per arrivare in Italia.

Anche i genitori di Alberto Fanfani e Marta Danisi, la giovane coppia (studente di Medicina e infermiera) che si trovava sul ponte di ritorno da una vacanza, hanno rinunciato ai funerali di Stato: le esequie in mattinata nella chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, a Pisa. 

Crollo Ponte Morandi, il dramma degli sfollati: «Abbiamo paura del futuro». Le interviste

Come donare per far fronte all'emergenza sfollati

Il Comune di Genova intanto ha aperto alcuni conti correnti per consentire a chi lo desidera di effettuare una donazione per chi è rimasto senza casa in seguito al crollo, ecco le coordinate per eventuali versamenti:

- C/C POSTALE n. 58504093 “EMERGENZE CITTA’ DI GENOVA – SERVIZIO TESORERIA”
Via Garibaldi 9 – 7 ° piano - 16124 Genova
IBAN: IT 44 T 07601 01400 000058504093

- C/C BANCARIO n. 100880807 presso Unicredit S.p.A. GENOVA TESORERIA COMUNALE
IBAN: IT 08 T 02008 01459 000100880807

 Nella causale del versamento deve essere indicata la dicitura: “EMERGENZA ABITATIVA”

Ponte Morandi, lo sguardo sull'orlo della voragine | Video

La Commissione d'inchiesta sul crollo: «Rottura di uno strallo ipotesi più probabile»

Sempre venerdì mattina in Prefettura si è riunita la commissione d’inchiesta incaricata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di far luce su quanto accaduto. I commissari hanno effettuato un sopralluogo aereo, osservando le parti del ponte rimaste in piedi, e si sono poi spostati lungo il Polcevera, nella zona in cui sono ancora presenti i blocchi di cemento. Con loro anche tecnici di Autostrade, che nei giorni scorsi hanno a loro volta effettuato rilievi e rilevazioni: il Mit ha già chiesto a Società Autostrade di consegnare una relazione dettagliata sul crollo del Morandi entro i prossimi 15 giorni.  

Antonio Brenchic, professore associato di Costruzioni in Cemento Armato e direttore tecnico dei Laboratori di Ingegneria Civile dell'Università di Genova, membro della Commissione, a Genova Today aveva anticipato alcune ipotesi e considerazioni sul crollo di Ponte Morandi, ricordandone le caratteristiche e i punti deboli e guardando al futuro.

«Sta prendendo piede la teoria che a causare il crollo sia stata la rottura di uno strallo, le parti inclinate visibili. Ha una sua coerenza tecnica e logica, compatibile con dettagli e testimonianza raccolte. Ovviamente è solo un’ipotesi, le indagini saranno lunghe e complesse. Lo schema di questo ponte è stato ai tempi innovativo, ma molti aspetti strutturali e di realizzazione non hanno dato i risultati sperati. Il degrado dei materiali è stato molto rapido, la Torre Est si riconosce perché è diversa, gli stralli sono stati sostituiti perché deteriorati e soltanto dopo 25 anni, un lasso di tempo brevissimo. Anche il cugino venezuelano di Ponte Morandi, quello di Maracaibo, avrebbe dovuto essere demolito, se ne stava già discutendo»

«Il pezzo rimasto in piedi non è stabile né sicuro, ha gli stessi problemi di degrado della parte crollata, anche se meno gravi -  conferma a poche centinaia di metri dal sito del crollo - Se c’è stato un problema nella torre che è poi crollata c’è anche in tutte le altre: la struttura che esiste non può essere salvata, con tutte le conseguenze che avrà sugli edifici che sono sotto: la demolizione sarà di una difficoltà estrema».

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Ruspe, flessibile e soccorritori non si sono fermati: da mercoledì gli sforzi sono focalizzati sulla demolizione e rimozione delle macerie dal greto del Polcevera, anche alla luce del rischio alluvionale, e in questi giorni in cui le temperature sono nuovamente risalite si tenta di tagliare e sollevare lastroni e blocchi di cemento, con il grande timore di trovare altri corpi senza vita sepolti sotto. Anche se il numero delle vittime è fermo a 38, infatti, le autorità hanno già ammesso che la conta dei morti è destinata a salire: sul sito del crollo sono impegnati quasi 400 Vigili del fuoco, la zona di Campi è stata trasformata in campo base d'emergenza con punti di soccorso allestiti dal 118 e ricoveri per i soccorritori.

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Iren sospende pagamento delle bollette per gli sfollati

«Iren S.p.A., in considerazione dei pesanti disagi cui sono sottoposte le famiglie sfollate a seguito del crollo di Ponte Morandi, comunica di aver sospeso la fatturazione alle utenze gas, energia elettrica e acqua situate negli stabili evacuati. Per le stesse utenze, sono state bloccate le azioni di sollecito per le bollette già emesse». Lo rende noto l’azienda in una nota inviata nella mattinata di venerdì.

«Tutte le società del gruppo si sono messe a disposizione dell’Amministrazione al fine di velocizzare il più possibile, ciascuna per le sue competenze, le attivazioni delle utenze nelle abitazioni che saranno di volta in volta individuate per l’assegnazione alle famiglie che ne avranno necessità - prosegue Iren - Gli sportelli e il n. verde 800 969696 sono in ogni caso a disposizione dei clienti per fornire tutta l’assistenza necessaria».

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Serrande abbassate durante i funerali

La città intanto si stringe intorno alle vittime (effettive e collaterali) del crollo del Ponte Morandi, osservando con sgomento e incredulità la ferita che si è aperta nel ponente. Per sabato, giornata di lutto nazionale, Confesercenti ha lanciato un appello affinché tutti i negozi restino chiusi e le serrande abbassate durante i funerali, in segno di rispetto e cordoglio: «La richiesta ci è pervenuta anche da diverse amministrazioni comunale della Città Metropolitana - conferma Massimiliano Signo, presidente di Confesercenti Genova - e la facciamo nostra con l’intenzione di esprimere per quanto possiblie la vicinanza dei commercianti a quanti hanno perso un familiare o un amico in questa immane tragedia».

Per domenica pomeriggio è stata inoltre organizzata una manifestazione di solidarietà in piazza De Ferrari aperta a tutti coloro che vorranno esprimere il loro dolore per le vittime di Ponte Morandi. L'appuntamento è alle 18: «Scendiamo in piazza perché il contatto umano abbia ancora un valore, per stringerci insieme, aldilà dei partiti, delle differenze sociali, del quartiere di appartenenza, della fede calcistica - scrivono gli organizzatori du Facebook - Davvero su quel ponte c'eravamo tutti e dobbiamo dimostrarlo». L'evento, ribattezzato "Ponte16100", ha già raccolto centinaia di adesioni.

L'inchiesta della Procura

Il pool della Procura di Genova, coordinato dal procuratore capo Francesco Cozzi, prosegue nelle sue indagini sul crollo: le accuse ipotizzate sinora sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Sono stati posti sotto sequestro i due tronconi superstiti di Ponte Morandi, e la polizia Giudiziaria sta già acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza di Autostrade per quanto riguarda il tratto incriminato, e nelle prossime ore i magistrati che si occupano delle indagini nomineranno i consulenti della procura, che dovranno occuparsi degli accertamenti ingegneristico-strutturali sulle opere, sui progetti e sulle manutenzioni, come confermato dal procuratore capo Cozzi. Che ha sottolineato che al momento non ci sarebbero indagati, e che il fascicolo è a carico di ignoti.  

Anche la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta sulla morte di 4 cittadini francesi , le accuse sono lesioni involontarie e omicidi colposi, e del caso si occupa la Direzione della Gendarmerie National.

Richiesta di convocazione urgente di una seduta del Consiglio Comunale

Il capogruppo della Lista Crivello, Giovanni Crivello, ha scritto al presidente del Consiglio Comunale e ai capigruppo per chiedere la convocazione urgente di una seduta. «Il crollo del ponte Morandi rappresenta per Genova uno dei momenti più drammatici - ha scritto Crivello  - , per cui non possiamo attendere la ripresa dei lavori a settembre per una prima occasione di confronto e di informazione rivolta a tutti i consiglieri. Naturalmente si tratta di una proposta fatta con lo spirito di chi, indipendentemente dal proprio ruolo, vuole dare il proprio contributo collaborativo e più che unitario. Una riunione che duri lo stretto necessario affinché nessuno possa essere distolto dalle
fasi di emergenza ma nel contempo possa fornire a tutti noi gli elementi l’ipotesi di lavoro per l’immediato futuro, affinché, aldilà del nostro impegno individuale di cittadini, si possa lavorare concretamente degli interessi della nostra città. Sarebbe utile che fossero presenti tutti i presidenti dei Municipi. Un Consiglio Comunale che, indipendentemente dal numero dei presenti, possa dimostrare che vogliamo tutti stringerci attorno alla nostra Genova ferita, alle vittime del disastro, ai cittadini evacuati e a tutti i soccorritori».

Scende il numero degli sfollati

Nel caos e nel dolore di giornate infinite, giovedì sera è arrivata una prima buona notizia: il numero di sfollati è sceso a 558 contro le 632 iniziali, dopo che i soccorritori e le autorità hanno dato il via libera al rientro nei condomini dal civico 1 al 4 di via Porro. La distanza dal ponte è stata ritenuta sufficiente a farli uscire dalla “zona rossa”, completamente transennata e presidiata, e una cinquantina di persone hanno dunque potuto fare ritorno a casa pur rinunciando al gas. 

A oggi sono 311 i nuclei familiari sfollati che abitavano nei palazzi via Porro ai civici .6-6a-8- 10-12-14-16-5-7-9 e in via del Campasso ai civici 39 e 41. La maggiore parte è ospitata in alberghi e strutture cittadine che hanno dato la disponibilità, altri hanno scelto di restare da amici o parenti. Entro la prossima settimana 45 alloggi di edilizia popolare verranno messi a disposizione delle famiglie, altri 300 arriveranno nei prossimi due mesi (dopo una ristrutturazione), entro fine anno tutti gli sfollati avranno una casa, almeno stando a quando promesso dal governatore ligure Giovanni Toti.

Asse con il porto attraverso l'Ilva, viabilità, alloggi per gli sfollati: il piano per Genova

Della situazione degli sfollati se ne sta occupando una task force costituita da Regione Liguria, Comune di Genova e Arte Genova, l’azienda territoriale regionale per l’edilizia. Dei 45 alloggi assegnabili subito, 33 sono di Arte Genova e 12 del Comune. Arte si occuperà inoltre del trasloco degli immobili. Saranno i Vigili del Fuoco a dare l’autorizzazione alle famiglie per il ritiro del mobilio. Tutte le persone costrette a lasciare le loro abitazioni sono state accolte al centro civico Buranello, registrate e poi smistate nelle strutture a seconda delle necessità.

La cronaca delle giornate di choc e dolore: 14 agosto - 15 agosto - 16 agosto

Le condizioni dei feriti

Sceso invece il numero dei feriti: 10 le persone ancora ricoverate in ospedale, 9 in condizioni ancora gravi, due lottano tra la vita e la morte. Tra i sopravvissuti che hanno già potuto fare ritorno a casa c’è Davide Capello, 33 anni, vigile del fuoco in forze a Savona e portiere del Legino, dimesso giovedì con l’approvazione di tutti i medici. 

Crollo ponte Morandi, la solidarietà dei genovesi: come aiutare

Resta in ospedale invece Marina Guagliata, 58 anni, la donna che al momento del crollo si trovava nell’isola ecologica Amiu insieme con la figlia Camilla, 24 anni. Entrambe sono state investite dai detriti del viadotto e hanno riportato fratture e traumi, ma mentre per Marina la situazione sembra in via di risoluzione, Camilla resta in Terapia Intensiva, in condizioni stabilizzate. Al Villa Scassi c’è anche un uomo di 34 anni, anche lui ricoverato in Terapia Intensiva: le loro condizioni, in generale, sarebbero in miglioramento.

Gli altri feriti sono dislocati tra gli ospedali San Martino e Galliera: nel primo caso, si tratta di un uomo di origine ceca del 1971, autista di camion, ricoverato al Trauma Center; una coppia formata da un uomo di 33 anni originario di Caserta e da una donna di 42 di origini Ucraine, entrambi ricoverati in terapia subintensiva delle neurochirurgia; una donna di 75 anni intossicata dal monossido di carbonio sprigionato dall’incendio che è divampato nel suo appartamento al momento del crollo; un 35enne di nazionalità romena, ricoverato in Rianimazione al Monoblocco, e un genovese di 29 anni ricoverato in Terapia sub intensiva. 

È stata inoltre identificata l'anziana donna ricoverata al San Martino per un'intossicazione causata dai fumi che hanno investito la sua casa dopo l’incendio scoppiato al momento de crollo del ponte: si tratta di Angela Fiori, sassarese di nascita ma genovese di adozione, residente a Certosa, ha 74 anni ed è sempre ricoverata in Rianimazione al Monoblocco.

Al Galliera resta invece ricoverata una donna di 41 anni in condizioni gravissime.

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