Coronavirus, la contagiata dimessa dal pronto soccorso di Albenga: com'è successo

La donna dopo essere stata al pronto soccorso è tornata in albergo in taxi

Ha fatto scalpore il primo caso di coronavirus in Liguria. Dalla vicenda emerge un punto interrogativo: se la donna si era rivolta al pronto soccorso di Albenga nella serata di sabato, specificando di sentirsi male e di essere originaria di una delle "zone rosse" in Lombardia, com'è possibile che poi sia tornata tranquillamente in albergo in taxi?

Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti aveva chiarito in mattinata che la donna, per forza di cose, «è entrata sicuramente in contatto con personale sanitario. Asl 2 ha già individuato i professionisti che hanno trattato il caso della donna per ricostruire la catena di eventuale contagio, e saranno sottoposti a isolamento volontario».

E durante la conferenza stampa di martedì sera, incalzato dalle domande dei giornalisti, il presidente ha risposto: «È stato rispettato il protocollo vigente quella sera. La donna ha chiamato il 112, è stata portata da personale adeguatamente protetto, non ha sostato in sala d'attesa, ha fatto tutte le analisi che doveva fare dopo di che ha deciso di tornare in taxi. Non c'era modo all'epoca coercitivo di tenerla diversamente. Non ci risulta che il personale non fosse equipaggiato a dovere». E ancora: «La donna è stata scortata al pronto soccorso con un'ambulanza dedicata, ha incontrato personale dedicato, dopodiché o finiva ricoverata o era libera, la sorveglianza attiva è entrata in vigore con l'ordinanza che però è partita lunedì».

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Stando alle prime ricostruzioni, la donna non presentava gravi sintomi ma comunque aveva chiamato i soccorsi dicendo di stare male e di provenire da una delle "zone rosse". Al pronto soccorso le sarebbe stato detto di rimanere nella sua camera d'albergo, e poi sarebbe tornata in hotel in autonomia. Dal pronto soccorso sarebbe partita comunque una segnalazione dal pronto soccorso di Albenga, e lunedì, al partire dell'ordinanza, sarebbe stata riconvocata in ospedale. Non resta che ricostruire tutti i contatti della donna da sabato sera a lunedì per capire se altre persone sono state contagiate da quando lei ha chiamato il 112 per comunicare che non stava bene. Soprattutto è ancora da chiarire come abbia fatto a tornare indietro in taxi e non scortata da personale medico.

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