Coronavirus, il piano di emergenza (con polemica) tra posti letto e strutture “protette”

Riunione in prefettura per individuare nuovi posti letto per i malati e luoghi in cui le persone senza sintomi possano trascorrere l'isolamento. Polemiche sulla destinazione d'uso dell'ospedale Evangelico di Voltri

L'epidemia di coronavirus sta costringendo Regione Liguria e Alisa a ripensare anche il sistema sanitario. Nello specifico, a una “riorganizzazione prudenziale» dell’assetto degli ospedali liguri per individuare 65 posti per Terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e 250 nuovi posti per Malattie infettive, coinvolgendo tutti gli ospedali liguri che hanno un reparto di Malattie Infettive.

A questo si aggiunge l’individuazione di strutture che possano garantire 240 posti letto (120 per l’area metropolitana, 60 per le Riviere) per chi deve sottoporsi all’isolamento in sorveglianza attiva e per chi viene dimesso dall’ospedale ma ha bisogno di trascorrere ancora qualche giorno in regime protetto.

Ospedali, 250 nuovi posti per Malattie Infettive da Ventimiglia a Sarzana

Sono questi i punti salienti affrontati nel corso della riunione che si è tenuta in Prefettura a Genova a cui hanno partecipato anche la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale e l’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone.

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, la vicepresidente Viale ha spiegato che «dobbiamo essere preparati ad affrontare il peggio. Non si interviene su un solo ospedale, ma con una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure, da Ventimiglia a Sarzana».

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«Non c’è un’azione su un solo ospedale di un’area o di un’altra, ma è stata fatta una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure - ha detto Viale -Quindi nessuno si deve sentire penalizzato, è un lavoro di sistema. Stiamo ragionando come se ci fosse un unico ospedale ligure che si sta attrezzando per l’emergenza, per accogliere le persone che ne avranno bisogno. I numeri di posti letto aggiuntivi necessari sono stati stimati dai nostri esperti sulla base anche dell’andamento della situazione in Lombardia. Non è un bisogno di oggi, ma è una prospettiva possibile per cui noi vogliamo essere colti impreparati. Le prime modifiche sono già in corso e necessariamente richiedono di una pianificazione. Si tratta di una scelta ragionevole, anche sulla base del provvedimento nazionale del 4 marzo che ha imposto un rallentamento di tutte le attività del paese. È un momento in cui serve prudenza e cautela».

Il riferimento è alle proteste avanzate dai consiglieri regionali Valter Ferrando di Italia viva e Gianni Pastorino di Linea Condivisa, che hanno denunciato una ipotetica chiusura delle attività elettive dell’ospedale Evangelico di Voltri. 

«Nottetempo la giunta Toti tramite Alisa ha deciso di chiudere l’ospedale Evangelico di Voltri per trasformarlo nel centro di raccolta dei pazienti affetti da coronavirus della zona di Genova e forse di tutta la Liguria - denunciano - bloccando tutte le attività e predisponendo lo svuotamento dei reparti e la chiusura del Pronto soccorso, predisponendo le dimissioni o il trasferimento dei pazienti attualmente ricoverati». 

Sulla questione è intervenuto anche il gruppo Pd ligure, che ha annunciato l'intenzione di chiedere una commissione sanità urgente: «Nulla é stato comunicato da Regione ed Alisa, nulla ha comunicato la direzione dell’Ospedale Evangelico. Ma trapelano  disposizioni per dimettere o spostare i pazienti, chiudere alcuni reparti e sanificarne altri per dare disponibilità all’accoglienza dei pazienti affetti da patologie respiratorie - si legge in una nota - In tutto ciò appare particolarmente grave che non siano stati minimamente coinvolte le istituzioni locali che a quel presidio fanno riferimento, il Municipio Ponente e i Sindaci del comprensorio che, peraltro, svolgono le funzioni di autorità sanitaria. Stiamo parlando dell’unico presidio ospedaliero e l’unico Pronto Soccorso per un territorio vasto che va da Savona a Sampierdarena e che copre anche la Valle Stura».

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«Pur nella comprensione della gravità, e dell’emergenza della situazione, non trovo nessuna logica nella scelta, peraltro non condivisa con i territori, di destinare l’Ospedale Evangelico di Genova Voltri ai ricoverati per il coronavirus - ha aggiunto il sindaco di Arenzano, Luigi Gambino - Non si tratta, in questo caso, della solita battaglia di quartiere, del “non a casa mia”, ma di semplice buon senso. Arenzano, Cogoleto, la Valle Stura e i cittadini del ponente genovese hanno, ad oggi, grandi problematiche logistiche legate alle infrastrutture. Basti pensare all’Aurelia chiusa in caso di Allerta, alla A 26, al Ponte Morandi. Perdere, in caso di emergenza e di necessità, questo importante riferimento ospedaliero, lo ritengo pericoloso e irrispettoso e, come Sindaco, ho il dovere di difendere la salute e la sicurezza della mia comunità».

Al momento nessuna conferma o smentita ufficiale è arrivata da Alisa, ma dalla mattinata all’ospedale di Voltri non vengono più inviate ambulanze dal 118 e si è proceduto a liberare una decina di posti letto.

«Lasciamo fuori le polemiche politiche, qui parliamo della salute di tutti - ha detto Viale - Ma inoltrerò la nota del consigliere Pastorino al suo ministro della Salute per un richiamo alla responsabilità da parte degli appartenenti a tutte le forze politiche».

Protezione civile, 240 posti letto per chi è sottoposto a isolamento

Come detto, la Regione si sta muovendo anche per individuare strutture che possano ospitare persone sottoposte a isolamento perché “contatti di caso” e persone che vengono dimesse dagli ospedali e hanno bisogno di una sorta di “dimissione protetta” prima di poter tornare a casa. 

«Stiamo ragionando sostanzialmente su strutture private - ha detto Giampedrone - Stiamo anche effettuando una verifica sulla scuola di Polizia penitenziaria di Cairo Montenotte che è pronta, attiva e sufficientemente decentrata. Su questo abbiamo un via libera di massima sia da parte del ministero della Giustizia sia da parte della Provincia di Savona. Per il resto ragioneremo di strutture alberghiere vuote e Rsa». 

Per quanto riguarda Genova, Giampedrone ha spiegato che «stiamo ragionando su una Rsa attualmente vuota con 56 stanze in cui spero entro oggi di poter trasferire i marittimi attualmente in quarantena a bordo della nave ormeggiata in porto. Con il Comune stiamo ragionando anche sul possibile utilizzo dei 17 appartamenti dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto. Sulla Spezia invece la proposta è quella di utilizzare 17 posti nell’ex ospedale militare Falcomatà che sono già in pronta disponibilità perché la struttura è stata appena ristrutturata per ospitare in futuro il polo universitario. Il resto dei posti lo raggiungeremo con strutture alberghiere»

«Queste persone non sono “appestate” - aveva chiarito anche a GenovaToday l’assessore Giampedrone - Bisogna mettere in chiaro che non abbiamo bisogno di strutture sanitarie ma strutture adeguate per l’isolamento, perché non si tratta di persone malate o da assistere, ma di persone sane che devono trascorrere un periodo in quarantena. Nel caso in cui manifestassero sintomi e avessero bisogno di assistenza, è chiaro che le prenderebbe in carico il sistema sanitario».

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Anche il governatore Toti è intervenuto sulle polemiche legate alla scelta delle strutture “protette”, chiedendo «la piena collaborazione di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, per garantire le cure ai cittadini. Stiamo selezionando luoghi appropriati perché tutti i possibili contagiati abbiano la migliore qualità della cura. Chi oggi innesca assurde polemiche di quartiere, di vicinato o peggio bieco interesse politico senza conoscere la reale situazione fa un danno a se stesso e alla sua comunità. Mi auguro che queste righe facciano capire a tutti la gravità della situazione e il senso di responsabilità che occorre. E mi auguro di non leggere ulteriori prese di posizione, comunicati stampa o peggio chiacchiericcio da cortile fuori luogo per chi rappresenta le istituzioni».

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