Coronavirus, altri casi in Liguria: sono 16 in totale

Ai casi di Alassio e Pignone, nello spezzino, se ne aggiungono altri dieci, persone che fanno parte della comitiva di Alassio di cui faceva parte la prima paziente accertata. Negativo, invece, il tampone sull'uomo arrivato in pronto soccorso del San Martino autonomamente stanotte: gli operatori sanitari escono dall'isolamento

Sono aumentati a 16 i casi di coronavirus positivi in Liguria: resta uno solo il caso accertato alla Spezia, mentre tutti gli altri 15 casi provengono da Alassio. Sono in corso ulteriori accertamenti su 3 persone sempre di Alassio. Attualmente le persone sotto sorveglianza attiva in Liguria sono: 584. Sono 33 nel territorio dell'Asl 1 imperiese, 218 in quello dell'Asl2 di Savona, 46 in quello dell'Asl3 genovese, 70 nel territorio dell'Asl4 di Chiavari, 217 in quello dell'Asl 5 spezzino.

Le nuove persone contagiate provengono tutte dallo stesso albergo di Alassio in cui soggiornava il primo caso riscontrato, la donna di 72 anni. Con ciò, i contagiati nella nostra regione salgono a sedici.

A comunicarlo, mercoledì sera, il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti durante il punto stampa.

Le  persone prese in carico dalle strutture ospedaliere della Liguria sono sei. Uno è il paziente ricoverato all'ospedale Sant'Andrea di Spezia, altri quattro si trovano già al Policlinico San Martino. Un sesto caso, attualmente ad Albenga, è in corso di trasferimento sempre al San Martino. «Tutti i pazienti sono in buone condizioni generali, nella maggioranza dei casi la malattia decorre in maniera lieve», ha spiegato il professor Matteo Bassetti direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. «Solo un caso presenta una polmonite, per questo verrà centralizzato in caso fosse necessario ricoverarlo in rianimazione ma attualmente è stabile».

L'assessore alla Protezione Civile regionale Giacomo Giampedrone ha invece comunicato la decisione di suddividere il cluster di Alassio: «Dodici lombardi andranno a casa già questa sera a Pavia e Milano e resteranno sotto sorveglianza attiva all'interno del proprio domicilio», ha dichiarato in conferenza stampa. «Da domani trasferiremo in una struttura dell'esercito in Liguria l'intero gruppo di Castiglione d'Adda, mentre altre 32 persone di Asti andranno sempre in una struttura dell'esercito ma in Piemonte», ha anticipato Giampedrone. «Dal gruppo di Asti altri quattro resteranno in Liguria poiché risultati positivi al test e resteranno all'interno delle due strutture alberghiere, il 'Bel Sit' e 'Al Mare', una ventina di persone tra proprietari e dipendenti». 

Risultato negativo invece l'uomo che si è presentato in mattinata al pronto soccorso del San Martino lamentando un forte dolore toracico e dichiarando solo una volta ammesso al triage di essere stato in contatto con la persona contagiata di Pignone. Era quindi scattato l'isolamento preventivo dei 19 operatori sanitari - medici, infermieri, oss e personale di un'ambulanza - che erano al pronto soccorso al suo arrivo, e che sono stati "liberati" una volta che il tampone è risultato negativo.

«Chiunque abbia il dubbio di essere entrato in contatto con una persona contagiata, insomma chiunque pensa di potersi sentire vittima di coronavirus non dovrebbe recarsi in una struttura aperta al pubblico ma chiamare il 112 e farsi accompagnare in un percorso sterile» continua Toti, che ha annunciato anche di aver incontrato le categorie economiche per lavorare per il post emergenza. «Penso che con il coronavirus dovremo convivere per un tempo ancora piuttosto lungo nel mondo ma questo non vuol dire che ci estingueremo e sicuramente non si estinguerà la Liguria».

Al momento ancora nessuna decisione è stata presa a proposito della riapertura delle scuole dopo domenica 1 marzo.

Coronavirus, come stanno i pazienti liguri

Il paziente ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale della Spezia, un 54enne di Pignone, è senza febbre e non presenta sintomi respiratori. Ha un lieve mal di gola e una forma di congiuntivite.

La donna di 72 anni originaria di Castiglione d'Adda e in vacanza ad Alassio, ricoverata nel reparto di Malattie Infettive del San Martino, è in discrete condizioni generali, con qualche sintomo respiratorio. Anche lei senza febbre, è stabile rispetto alla giornata di ieri.

Sono in buone condizioni anche gli ultimi casi che si sono registrati. A parte un paziente con polmonite ma le sue condizioni cliniche sarebbero stabili. «Ho parlato con una delle pazienti ricoverate che ha 87 anni - ha riportato in conferenza stampa il professor Bassetti - e mi ha chiesto quando la mando a casa;
questo per rassicurare tutti i cittadini preoccupati per questa infezione: quello che stiamo vedendo fino a oggi è un'infezione gestibile e noi siamo preparati a ogni tipo di problematica», ha detto l'esperto. 

Coronavirus in Liguria, il caso di Alassio

Il primo dei due casi accertati di coronavirus è una donna di 72 anni originaria di Castiglione d’Adda, uno dei comuni lombardi della zona rossa, che è arrivata ad Alassio in vacanza con una comitiva lo scorso 11 febbraio (quando ancora il focolaio di coronavirus in Lombardia non era emerso) e che lo scorso sabato sera è arrivata al pronto soccorso di Albenga in ambulanza dopo avere chiamato il 112 per avvertire che non si sentiva bene e che proveniva da una zona a rischio.

La donna è stata visitata e poi dimessa, e per tornare a casa ha preso un taxi che l’ha riportata in albergo, dove è rimasta sino a quando, all’esito positivo del tampone, non è stata trasferita al San Martino.

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Attualmente ad Alassio sono in isolamento 146 persone, tra i clienti degli hotel Bel Sit e Al Mare, edifici della stessa proprietà che condividono spazi comuni, 14 dipendenti e due titolari. Altri dipendenti sono stati rintracciati e invitati a rimanere in casa in isolamento volontario e sorveglianza attiva.

«Ho appena sentito la titolare dell'albergo di Alassio dove si trovano le persone in isolamento, entrate in contatto con la signora risultata positiva al test - ha detto Toti in serata - Stanno bene e hanno ricevuto i pasti dalla nostra Protezione Civile, che subito si è messa a nostra disposizione». Anche i medici dell’ospedale di Albenga che sono entrati in contatto con la paziente ricoverata al San Martino sono stati rintracciati e ora sono sotto sorveglianza.

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L’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone che sta affiancando i titolari dell’albergo di Alassio presso cui ha soggiornata la paziente del San Martino ha ribadito che «violare l’ordinanza è un reato, ma non esiste un piantonamento h24».

Altre quattro persone che fanno parte della comitiva della paziente 72enne sono risultate positive al test e ricoverate al San Martino, alcune con sintomi molto lievi, altre con qualche sintomo più accentuato. Una notizia che Regione e Alisa si aspettavano, vista l’elevata trasmissibilità di un virus che, come ha ribadito il professor Matteo Bassetti, infettivologo e direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino, «decorre in maniera lieve e solo in piccola percentuale in modo grave. Anche questo caso confermerebbe che le condizioni sono discrete e che, se non fosse stato per il momento epidemiologico in corso, la signora sarebbe stata gestita a casa dal suo medico di base. Nel 90% dei casi è una patologia che si autoelimina e che può essere più impegnativa nel 10-15% dei casi e solo nel 5% può avere un andamento critico. Siamo comunque pronti con farmaci sperimentali per usarli nel caso le condizioni dei pazienti si facessero critiche».

Dello stesso parere il professor Giancarlo Icardi, anche lui infettivologo e ordinario in Igiene: «Non siamo di fronte a un supervirus – ha detto Icardi – ma  a un virus nuovo su cui abbiamo innalzato la soglia di attenzione. Si sta facendo il massimo per bloccare la catena epidemica».

Coronavirus in Liguria, il caso della Spezia

Anche alla Spezia è stato confermato un caso di contagio da coronavirus, anche in questo caso legato al focolaio lombardo di Codogno. Un uomo di 54 anni di Pignone è ricoverato al Sant’Andrea in buone condizioni come confermato da Toti. Dalla zona rossa è passato con alcuni colleghi, ed è stato lui a contattare il 112 per auto-denunciarsi. «È stata ricostruita la catena epidemiologica e coloro che dovevano andare in isolamento fiduciario ci sono andati, ora bisogna aspettare l’evolversi della situazione». Ma per il momento tutte le persone che sono state contattate sono risultate negative al test.

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Il sindaco di Pignone, Ivano Barcellone, ha emesso un’ordinanza sindacale per i familiari affinché rimangano in  isolamento obbligatorio nelle loro abitazioni, dopo la quarantena a cui si sono volontariamente sottoposti una decina di suoi colleghi.

L’ordinanza del sindaco è stata preventivamente condivisa dall’assessore regionale alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone, e da Alisa, che stanno accompagnando tutta la struttura comunale nella gestione dell’emergenza.

Protezione Civile, sala operativa attiva 24 ore su 24

Da mercoledì, intanto, la sala operativa della protezione civile regionale in viale Brigate Partigiane, va in assetto di allerta per la gestione dell’emergenza coronavirus.  Lo ha deciso il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti insieme con l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, per rispondere al meglio alle necessità del territorio. 

La sala operativa, aperta 24 ore su 24, si attrezzerà ulteriormente con personale di sala qualificato che supporterà i comuni che ne avranno bisogno e tutte le strutture che ospiteranno le persone che sono o saranno poste in quarantena obbligatoria. 

Le persone in isolamento e sorveglianza attiva

Martedì sera erano 347 i pazienti in sorveglianza attiva, 125 nel territorio della Asl 1, 165 in quello di Asl 2, 40 nel territorio della Asl 3 genovese, 22 in quello di Asl 4 e 84 in quello di Asl 5. In serata sono stati verificati altri 5 tamponi, tutti negativi.

Coronavirus, ambulanze e tende

Nel territorio regionale sono sei le ambulanze dedicate al trasporto di pazienti con sintomi, una per ogni punto 118, e vengono sottoposte a decontaminazione dopo ogni viaggio.

L’assessore alla Sanità, Sonia Viale, ha ricordato la prosecuzione dei tavoli tecnici che si sono riuniti «per condividere le azioni e la diffusione di informazioni a tutti gli operatori sanitari e per far conoscere al meglio le modalità di accesso al sistema. Stiamo puntando ai 25.000 operatori sanitari del nostro servizio sanitario, ma anche agli operatori della sanità privata per evitare difformità sul territorio regionale. Abbiamo inoltre ribadito a tutti di non recarsi presso gli studi medici ma di telefonare. Inoltre abbiamo aumentato alcune unità lavorative presso la ASL 1 e la ASL 2 e chiesto ai pediatri e ai medici di medicina generale di essere reperibili dal lunedì al venerdì. Tenendo conto che nel fine settimana è previsto il servizio di continuità assistenziale della Guardia medica».

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