Guido Rossa: commemorazione per il quarantesimo anniversario dall'assassinio

«Guido Rossa è una figura dalla quale dobbiamo prendere esempio per lealtà, correttezza, coraggio», così il sindaco Bucci

A quarant'anni dal quel tragico 24 gennaio 1979 e dopo la solenne commemorazione tenutasi ieri mattina nello stabilimento ex-Ilva alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, il sindaco Marco Bucci ha rinnovato il ricordo di Guido Rossa durante la consueta cerimonia organizzata presso il cippo collocato nei giardini di via Fracchia, vicino al luogo dove l'operaio e sindacalista fu assassinato dalle Brigate Rosse.

«Guido Rossa - ha detto il sindaco Bucci - è una figura dalla quale dobbiamo prendere esempio per lealtà, correttezza, coraggio. Una figura sempre più attuale nonostante il tempo scorra. Il ricordo di come Genova reagì al suo omicidio 40 anni fa e la partecipazione di massa che vi fu ai suoi funerali, resta un ricordo indelebile nella mia mente: i funerali di Guido Rossa furono uno di quei momenti in cui mi sono sentito fiero di essere genovese. La città reagì compatta contro quell’attentato terroristico e fu l’inizio della fine per le Brigate Rosse».

All'evento, che ha previsto la deposizione di una corona e la lettura di un brano, sono intervenuti anche Andrea Grasso assessore del Municipio I Centro Est, Luca Borzani in rappresentanza dell'Anpi provinciale, Simone D'Angelo della sezione Anpi di Oregina e studenti della scuola secondaria di I grado dell'Istituto Comprensivo Statale Oregina “Gastaldi” e della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo Lagaccio “X Dicembre”.

Successivamente l'assessore al Personale e pari opportunità Arianna Viscogliosi ha celebrato la figura di Guido Rossa in largo XII Ottobre, davanti alla statua a lui dedicata, nel corso di una manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

«Questa cerimonia ci aiuta a ricordare il gesto eroico di Guido Rossa e il suo senso civico - ha sottolineato l'assessore Viscogliosi -. Rossa lottava per rendere più dignitose e accettabili le condizioni della sua classe sociale e lo faceva utilizzando gli strumenti della democrazia, quella democrazia che le Br volevano distruggere; nella sua normalità divenne eroe per non aver girato la testa, per non essere stato indifferente alle forze oscure al male e con quel gesto difese la libertà di tutti. Di fronte a certi eventi quando violano dei valori fondamentali non bisogna girare la testa. Questa è una lezione che va tramandata soprattutto ai giovani, affinchè capiscano l'importanza dell'impegno politico e sociale, perché perdere i diritti è questione di un attimo, ma riconquistarli è spesso una lotta lunga e difficile».

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