Scontri per il comizio di CasaPound, infuria la polemica. Bucci: «Strumentalizzazioni»

Botta e risposta tra il Pd e il sindaco Bucci. Negli scontri ferito anche un giornalista di Repubblica che dovrà essere operato

Un filo rosso lega la storia degli scontri di piazza genovesi: dalla mobilitazione antifascista del gugno 1960 che portò alla caduta del governno Tambroni ai tragici fatti del G8 del 2001. Genova ieri, giovedì 23 maggio 2019, ha vissuto scene che sembravano appartenere al passato, con piazza Corvetto trasformata nel centro nevralgico della guerriglia urbana e una città spezzata in due che, il giorno dopo si chiede se, tutto questo, poteva essere evitato.

Pestaggio giornalista e scontri, la Procura apre due fascicoli: «Niente sconti»

Tanti i feriti, tra cui il giornalista di Repubblica Stefano Origone, picchiato dalla polizia durante una carica di alleggerimento delle forze dell'ordine contro i manifestanti che tiravano sassi e bottiglie: ha due dita fratturate, una costola rotta e un trauma cranico e probabilmente dovrà essere operato; i due fermati saranno invece processati per direttissima nella mattinata di venerdì 24 maggio 2019. Gli antifascisti genovesi, dopo aver montato un presidio pacifico sotto la questura fino alle 22 di ieri sera per chiedere la liberazione dei due manifestanti si sono dati appuntamento a stamattina, a partire dalle ore 9, davanti al tribunale. Il processo è stato fissato alle ore 11.

Secondo Alessandro Terrile e tutto il Partito Democratico il sindaco Marco Bucci non avrebbe dovuto concedere la piazza a CasaPound, considerando che non si era fatto tanti problemi a negarne una al Pd per un'iniziativa elettorale: «La responsabilità di quanto accaduto è del sindaco e della sua maggioranza di centrodestra e cioè di coloro che hanno permesso che un partito che esplicitamente si ispira al fascismo tenesse un comizio in piazza, nel cuore della città di Genova. L'amministrazione comunale ha fatto una precisa scelta politica concedendo questo spazio ai neofascisti e oggi si deve assumere tutte le conseguenze di questa scelta folle e sbagliata, che ha sporcato la storia di Genova, città medaglia d'oro per la Resistenza che sarà sempre antifascista. Non si possono concedere spazi ha chi sta al di fuori del solco costituzionale. Scelte come quella fatta dal sindaco e dalla sua Giunta oltre a essere sbagliate in sé, creano tensione e non fanno altro che esasperare gli animi di una città che ha bisogno di coesione e di pensare a costruire il proprio futuro».

Manifestazione antifascista in centro, scontri con la polizia e feriti | Video

Non si è fatta attendere la risposta del Sindaco Bucci: «Certe accuse formulate da esponenti del Pd mi lasciano incredulo. Di questo passo potranno anche arrivare ad accusarmi quando la pioggia batterà troppo forte o per il caldo record in estate. Ho già avuto modo di spiegare come non sia mio compito quello di vietare comizi politici in campagna elettorale a liste che ogni cittadino troverà regolarmente sulla sua scheda. Non sono io deputato a dire chi si può candidare e chi no, chi può usufruire di una piazza e chi no. Il Comune di Genova fa rispettare un regolamento datato che prevede che alcune piazze debbano essere messe a disposizione dei partiti: piazza Marsala è una di quelle, piazza Caricamento no. Tutto il resto è bieca strumentalizzazione portata avanti da chi non ha elementi per fare opposizione. Genova non ha bisogno di manifestanti violenti incivili e strumentalizzatori, da qualunque parte politica essi siano. Quando sono attaccato con menzogne strumentali sorrido e penso che significa che sulle cose reali ed importanti stiamo facendo molto bene e continueremo così: con orgoglio, energia e umiltà».

Anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini è intervenuto sulla vicenda, esprimendo la propria vicinanza al giornalista di Repubblica, aggiungendo però: «Ogni volta che ci sono i centri sociali in piazza è il caos. Nel decreto sicurezza bis pene severe per i teppisti da stadio, per chi aggredisce uomini e donne in divisa e per chi va in piazza con caschi e bastoni» 

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