Torna il circo a Genova, animalisti in rivolta: «Basta animali sotto i tendoni»

Il tendone verrà allestito il 14 marzo in via Adamoli, la compagnia resterà in città sino al 7 aprile. E le associazioni sono pronte a dare battaglia

Foto d'archivio

Sì al circo, ma senza animali: gli animalisti genovesi si preparano a scendere nuovamente in strada per protestare contro il ritorno del circo a Genova con presidi quotidiani finalizzati a sensibilizzare la città sulle condizioni in cui gli animali impiegati nei circhi spesso vengono tenuti.

Il circo arriverà nel capoluogo ligure il 14 marzo e vi resterà sino al 7 aprile, con il tendone allestito in via Adamoli, a Molassana:«Come hanno dichiarato la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani e la Federazione Veterinaria Europea, “nei circhi non esiste la possibilità che il benessere degli animali e il rispetto delle loro esigenze etologiche siano garantiti” - scrivono gli animalisti genovesi - Addestramento, esibizioni umilianti, prigionia, viaggi interminabili: a nostro avviso tutto questo comporta una sofferenza che deve finire, ora»

Confermati dunque i presidi di protesta nei pressi del tendone: «Anche quest’anno manifesteremo nei pressi del circo per spiegare ai cittadini genovesi ciò che si cela dietro a uno spettacolo che è tutt’altro che divertente o adatto per i più piccoli. Non c’è nulla di educativo nel ridere di esseri incatenati o costretti a compiere esercizi imparati con l’uso di strumenti che causano dolore. Al contrario, spiegando ai bambini la triste realtà di quegli animali, possiamo insegnare valori importanti come empatia, rispetto e giustizia».

Le associazioni fanno riferimento alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, ricordando che è stato proprio la Cites a regolarizzare l’utilizzo e la detenzione di animali esotici in circhi e spettacoli itineranti: «In attesa che venga concluso l’iter di una Legge Nazionale che vieti definitivamente lo sfruttamento di animali nei circhi, chiediamo che gli enti preposti vigilino affinché tali norme vengano rispettate e che il Comune di Genova segua l’esempio delle tante città italiane che si sono già espresse pubblicamente contro l’uso di animali negli spettacoli viaggianti».

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«Infine ci domandiamo - concludono gli animalisti - se le tante locandine affisse ovunque in città, senza alcuna forma di bollo o timbro, siano state regolarmente autorizzate e, in caso contrario, chiediamo che vengano rimosse e gli eventuali responsabili sanzionati».

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