Cinghiali nei viali del San Martino: l'ironia dei social e le rassicurazioni di Mai

Un video girato qualche giorno fa nel parco dell'ospedale cittadino sta suscitando i commenti ironici dei genovesi, mentre l'assessore regionale all'Agricoltura conferma l'uso costante di gabbie di cattura

Cinghiali a passeggio nei viali dell’ospedale San Martino: gli esemplari sono stati avvistati nei giorni scorsi sia dai dipendenti sia da cittadini in visita a parenti o in attesa di visite. Presenze bizzarre, nel parco di un ospedale, anche se non del tutto inaspettate in una città come Genova.

La presenza dei cinghiali è stata “documentata” anche da un video che in queste ore sta circolando sui social network (finendo anche sulla pagina “Genova, contro il degrado) in cui l’autore ironizza sui «tempi d’attesa troppo lunghi» dell’ospedale osservando gli ungulati pascolare nelle aiuole.

Inevitabilmente, la questione è arrivata anche sul tavolo dell’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Mai, che ha assicurato che «stiamo mettendo in atto tutti gli strumenti necessari per allontanare dai luoghi pubblici e dai centri abitati gli ungulati. In un contesto delicato come quello di un ospedale non si possono usare tutti i metodi esistenti per la rimozione, ma possiamo utilizzare solo le gabbie per garantire l’incolumità pubblica e la sicurezza della zona». 

Cinghiali al San Martino, l'ironia sui social: «Attese troppo lunghe per le visite» | Video

Stando ai dati elencati da Mai, gli agenti della vigilanza regionale piazzano le gabbie di cattura a cadenza regolare, e negli ultimi mesi sono stati effettuati già diversi interventi: «Il 25 ottobre sono stati individuati e subito allontanati 8 esemplari. In seguito al ritorno degli ungulati, l’8 novembre siamo riusciti ad allontanarli nuovamente dalla zona. Il 15 novembre abbiamo montato due gabbie e lo stesso giorno quelle gabbie hanno portato alla cattura di due esemplari. Un altro cinghiale maschio di 90 kg è stato catturato il 16 novembre».

Il San Martino: «Presentato esposto per danneggiamento delle recinzioni»

Sulla questione è intervenuta anche la direzione sanitaria del San Martino, che ha reso noto di avere sostituito a proprie spese le recinzioni nel perimetro a nord del Policlinico confinante con la zona boschiva da cui i cinghiali provengono: «Vi è però l’evidenza - ha aggiunto la direzione - del fatto che le recinzioni siano state danneggiate dall’uomo e che gli stessi ungulati vengano nutriti. A tal proposito, per il danneggiamento, è in corso la presentazione di un esposto contro ignoti alle autorità competenti». 

L'invitio - condiviso anche da Mai - resta quello di non dare da mangiare agli animali per evitare che continuino ad avvicinarsi all'ospedale in cerca di cibo.

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