Cinghiale nel giardino della scuola, abbattuto

Gli Animalisti Genovesi protestano contro l'ultima uccisione di un cinghiale in città. L'animale avrebbe potuto essere sedato e trasferito altrove, invece si è optato per una soluzione drastica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Giovedì 21 settembre un cinghiale è arrivato chissà come fino in via Cavallotti ad Albaro e ha trovato riparo nel giardino della scuola primaria Govi. Non era minaccioso o aggressivo, ma spaventato e mansueto, e si è nascosto tra il verde del cortile. Ai bambini incuriositi, che facevano domande su quell'animale ai loro occhi così docile, è stato raccontato che sarebbe stato addormentato e portato via, nella sua casa tra i boschi.

Purtroppo era solo una menzogna, una bugia per nascondere loro l'amara verità. Perchè non è stato fatto davvero? Perchè si è scelto di uccidere, anche quando i bambini erano ormai stati messi in sicurezza? Perchè si è ritenuto meno pericoloso sparare così vicino a una scuola, piuttosto che cercare alternative incruente? Perchè il Comune non si dota di transenne specifiche per contenere questi animali, vittime senza alcuna colpa, entro le quali poterli sedare?

Perchè tutto il potere decisionale è ora nelle mani del personale della Vigilanza Regionale, da sempre favorevole a soluzioni drastiche, anzichè prevedere una figura super partes, un "garante per gli animali" che possa valutare le varie situazioni?

Non può essere giustificabile una morte così: vogliamo istituzioni Civili, che si occupino di prevenzione, non di esecuzioni! Per questo chiediamo che si approntino barriere o recinzioni elettrificate nelle zone di sconfinamento, che migliori la gestione dei rifiuti, che vengano presi in considerazione i tantissimi studi che dimostrano come la caccia non sia una soluzione nel contenere il numero dei cinghiali, ma anzi ne sia una delle principali cause: continuando a favorire l'ambiente venatorio (i capi da abbattere in Liguria sono addirittura passati da 23mila ad oltre 28mila), si stanno trasformando i boschi in una zona di guerra che disperde i branchi e spinge gli animali a cercare salvezza tra le case.

Basta stragi nelle strade cittadine: trasformare Genova in un Far West non la rende più sicura!

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