Ucciso in un parcheggio a Chiavari, la polizia: «Preso l'assassino»

L'uomo era stato freddato con un colpo alla testa in un parcheggio lo scorso 23 aprile

La Polizia di Genova ha arrestato alle prime luci dell'alba di mercoledì 26 giugno 2019 Sergio Tiscornia, considerato l'autore dell'omicidio di Orazio Pino, ex collaboratore di giustizia ucciso a Chiavari con un colpo di pistola alla testa lo scorso 23 aprile. Sentimentali ed economici i motivi del gesto, secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine.

Le forze dell'ordine hanno spiegato che Sergio Tiscornia, operaio 50enne, aveva una relazione con l'ex fidanzata e socia di Orazio Pino, una donna di origini colombiane che aveva avuto problemi proprio di lavoro ed economici con l'ex collaboratore di giustizia. La donna aveva infatti accusato Pino di avere rubato alcuni gioielli dalla società che gestivano insieme, ma l'indagine era stata archiviata, poi avrebbe chiesto soldi allo stesso Pino per il mantenimento di sua figlia che, secondo la donna, era figlia dell'ex collaboratore.

La Polizia di Stato di Genova ha effettuato l'arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica di Genova, per il reato di omicidio volontario aggravato e ha eseguito diverse perquisizioni domiciliari a carico di altri soggetti coinvolti a vario titolo.

Grazie alle indagini svolte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova, sono stati raccolti numerosi elementi di responsabilità nei confronti dell’uomo, in relazione all'omicidio dell'’ex collaboratore di giustizia Orazio Pino, freddato da un singolo colpo d’arma da fuoco alla testa, all’interno di un multipiano dove la vittima parcheggiava abitualmente la sua autovettura anche grazie all'analisi capillare delle telecamere ubicate a Chiavari e dintorni. Secondo quanto ricostruito dalla polizia Tiscornia, accompagnato da una sua coetanea e amica di vecchia data, la sera dell’omicidio di Orazio Pino si trovava all'interno del parcheggio di Chiavari teatro dell'omicidio, come confermato dalle telecamere di sorveglianza del traffico cittadino e dall'analisi dei lettori targhe di Comuni limitrofi, che hanno permesso di verificare con assoluta certezza come Tiscornia, dopo aver lasciato il suo Porter Piaggio all’interno di un parcheggio nei pressi di casa dell’amica, saliva a bordo della autovettura di quest’ultima, e insieme alla donna si portava sul luogo del delitto per poi allontanarsi rapidamente subito dopo l’uccisione dell'ex collaboratore di giustizia.

I successivi accertamenti operati dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, nell’ambito della complessa attività investigativa, hanno consentito di accertare la presenza di residui di polvere da sparo sulla macchina guidata dalla donna (sul lato passeggero) e al cui fianco sedeva appunto il presunto assassino.

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L’attività tecnica di supporto all’intera indagine ha permesso inoltre di captare alcune fondamentali conversazioni dalle quali sembra chiara la responsabilità di Tiscornia nella commissione del delitto. Il movente, come anticipato, sembra possa essere riconducibile a ragioni di tipo sentimentale ed economiche, infatti la vittima e la colombiana, attuale compagna di Sergio Tiscornia, qualche anno fa avevano intrecciato una relazione sentimentale e alcuni rapporti economici. In seguito alla fine della storia amorosa, anche i rapporti economici si erano deteriorati. La donna da allora si sentiva oppressa e minacciata dall’ex. Tiscornia, dopo l'arresto, è stato portato nel carcere di Marassi.

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