Maxi sequestro di sostanze dopanti e hashish, cinque arresti

Operazione portata a termine dagli agenti del Commissariato di Chiavari con l’ausilio dei colleghi dell’unità cinofila, in particolare del pastore tedesco Kora

Cinque persone sono state arrestate dalla Polizia per spaccio di droga e traffico di sostanze dopanti, nell'ambito di un'operazione deniminata "GH", portata a termine dagli agenti del Commissariato di Chiavari con l’ausilio dei colleghi dell’unità cinofila, in particolare di Kora, il pastore tedesco che fiuta la droga.

In manette, tra mercoledì 13 e giovedì 14 novembre 2019 cinque persone con precedenti, quattro uomini e una donna (tutti italiani, esclusa una persona di origini albanesi) , di età compresa tra i 18 e i 50 anni. L’intera operazione si è svolta tra Lavagna, Chiavari e Rapallo e ha avuto origine nel primo pomeriggio di mercoledì quando, durante un appostamento in via Tito Groppo, gli agenti hanno visto giungere a bordo di un’autovettura due soggetti, uno dei quali è sceso e ha nascosto all’interno di un anfratto di un muro due confezioni, rivelatesi poi panetti di hashish di circa 200 grammi. Gli investigatori hanno fermato i due sequestrando la droga e dando il via a un'indagine che ha permesso di risalire a tutti gli attori del sodalizio accomunati dalla frequentazione della stessa palestra di culturismo e ricostruire, anello per anello, la catena dello spaccio.

Durante l’attività, a Rapallo, è stato perquisito il domicilio dei due fidanzati che rifornivano i pusher fermati a Chiavari: sequestrati 5 chilogrammi di hashish divisi in 49 panetti e numerose confezioni di somatropina meglio nota come “GH” ormone della crescita, sostanza psicotropa e dopante che rientra nella tabella delle sostanze vietate. I 4 sono stati portati presso i carceri di Genova Marassi e Genova Pontedecimo. 

Nell'ambito della stessa indagine è stato anche arrestato un cinquantenne residente nel centro storico di Lavagna che teneva in casa circa 200 grammi di hashish, un bilancino elettronico di precisione, denaro contante provento dello spaccio e materiale utile per il confezionamento. Il cinquantenne ha ammesso le proprie responsabilità giustificandosi poiché disoccupato e pertanto “costretto a spacciare per fare la spesa”. Durante l’indagine sono stati anche segnalati alla Prefettura per uso personale tredici acquirenti, alcuni dei quali minorenni.

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