Sicurezza in centro storico: procuratore, questore e assessore a cena in vico Mele

Spaccio, abuso di alcol e droghe, criminalità: gli abitanti dello stretto caruggio che sorge nel cuore del centro storico sono scesi in strada per un'occupazione simbolica cui le autorità hanno voluto rispondere

Autorità e rappresentanti delle forze dell’ordine rispondono all’appello dei residenti e dei commercianti di vico Mele, stretto caruggio che corre parallelo a via San Luca, a metà strada tra Banchi e la Maddalena, diventato negli ultimi giorni il simbolo della lotta alla criminalità e al degrado in centro storico. Giovedì sera, infatti, il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, insieme con il questore Sergio Bracco e l’assessore comunale alla Legalità, Stefano Garassino, sono attesi per cena alla Trattoria Sociale di vico Mele, il ristorante che dal 2017 si occupa non soltanto di dare lavoro a persone solitamente lasciate ai margini, ma anche di sostenere il territorio e le associazioni che vi operano destinando loro il ricavato del coperto.

La spinta è venuta dallo stesso Cozzi, cliente assiduo della Trattoria: dopo le ripetute segnalazioni da parte dei residenti di vico Mele e i recenti episodi di cronaca, che li hanno spinti a scendere in piazza per una protesta simbolica con occupazione e pulizia della strada, il procuratore capo ha voluto dare un segnale di vicinanza agli abitanti del centro storico, scegliendo uno dei presidi positivi che lo tengono in vita per una cena in cui raccoglierà, insieme con il questore e l’assessore, le loro osservazioni e lamentale. Tentando anche di fornire una risposta.

«La situazione in vico Mele sta diventando insostenibile: degrado e criminalità sono sempre stati presenti, ma nelle ultime settimane il quadro è peggiorato - conferma Enrico Martino, co-titolare della Trattoria Sociale - La protesta degli abitanti della zona, che hanno deciso di scendere in strada con ramazza e acqua per pulirla, è stato un modo per chiedere un intervento concreto: nessuno fa nulla, e le cose non possono che andare peggio».

Goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’aggressione ai danni di un residente di vico Mele che la scorsa settimana, proprio durante l’abituale pulizia del “suo” caruggio, ha iniziato a discutere con uno dei pusher che stazionano abitualmente in zona e che, al culmine della lite, lo ha colpito con una bottigliata: «La nostra richiesta fondamentale è un presidio fisso di forze dell’ordine, a salvaguardia sia dei commercianti sia degli abitanti, e in generale di chiunque non delinque, a prescindere dalla provenienza - sottolinea Martino - In quest’ottica avevamo già inviato alcune mail al procuratore Cozzi, e alla fine è stato lui a proporre questa cena».

Mercoledì sera in vico Mele si è tenuta un’assemblea pubblica organizzata dalle associazioni attive sul territorio, incentrata principalmente sulla possibilità di dotare gli eco-punti Amiu di sistema di apertura con badge per evitare che si trasformino in orinatoi o, peggio, in depositi per lo spaccio. Ma la discussione si è prevedibilmente allargata a tutte le altre criticità: «Spaccio e abuso di alcol e droghe sono le problematiche più urgenti - conferma Martino - Basta prendere il nostro caso: da noi vengono a mangiare famiglie con bambini, spesso dobbiamo tenere le porte chiuse per evitare gli “effluvi” prodotti dal consumo di droghe leggere. E non ci vuole molto per accendere la miccia e assistere a episodi di violenza».

La speranza è che l’incontro e il dialogo aperto con Cozzi, Bracco e Garassino possa portare a una soluzione a breve e a lungo termine: «Consegneremo loro anche un esposto, firmato da moltissimi residenti e titolari di attività commerciali, in cui abbiamo inserito le nostre richieste. Sperando che vengano ascoltate».

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