Frana a Casarza, 70 lavoratori fermi in attesa della messa in sicurezza

La Regione, insieme con i dirigenti delle Imprese Meccaniche Liguri e i proprietari del terreno franato, si è data 7 giorni di tempo per mettere a punto una strategia e far ripartire la produzione

Restano ancora a casa i 70 dipendenti delle Industrie Meccaniche Liguri, l’azienda che lo scorso venerdì è stata colpita da una la frana che ha travolto un capannone a Bargonasco, frazione di Casarza, sede della maggior parte delle attività produttive.

A margine del sopralluogo effettuato lunedì mattina dall’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, la Regione ha infatti fissato a lunedì 23 aprile il termine per presentare le valutazioni degli enti pubblici per la richiesta di svincolo di una parte dell’area e i risultati del monitoraggio di tipo geologico, per capire se l’azienda è in grado di portare a termine gli ordini già pronti e mantenere la linea produttiva. 

Sette giorni di tempo, dunque, per mettere a punto una strategia e tentare di rivolvere una situazione molto complicata non soltanto dal punto di vista geologico, ma anche burocratico. Il versante di collina franato, infatti, è di proprietà di due società, la Servizi Stampa Liguria Srl e la Camponovo Immobili Srl, cui il Comune di Casarza ha notificato l’ordinanza di messa in sicurezza. E se l’obiettivo della Regione è quello di garantire l’incolumità dei dipendenti dell’azienda, dall’altro Gampedorne ha convenuto sulla necessità di avviare tutti gli atti amministrativi e tecnici per sbloccare parte delle aree inagibili in modo da garantire la ripresa almeno parziale delle attività

Al sopralluogo hanno partecipato anche il consigliere regionale Claudio Muzio e il vicesindaco di Casarza, Maurizio Miglietta, insieme con i tecnici regionali: «Stiamo ragionano anche con i geologici per dare vita a un’attività di monitoraggio e verifica dello stato del fronte di frana e del versante per capire gli eventuali rischi per l’ azienda - ha ribadito l’assessore Giampedrone - sia rispetto a quanto già accaduto, sia rispetto ad un’eventuale ripresa dell’attività produttiva che si auspica avvenga nel più breve tempo possibile. Ci diamo una settimana da oggi, insieme all’amministrazione comunale di Casarza, per fare un giro di approfondimenti tecnici e di tutti i settori che hanno un coinvolgimento».

Giampedrone ha inoltre assicurato che partirà un’interlocuzione della Regione con le finanziarie regionali che possono dare un supporto economico per capire, una volta gestita l’emergenza, come aiutare l’azienda dal punto di vita finanziario, anche alla luce dell’alto numero dei lavoratori  impiegati: 130 persone tra diretti e indiretti. Lo scorso venerdì nessun dipendente era rimasto ferito, anche grazie al fatto che la frana si era verificata poco dopo l’alba, quando lo stabilimento era ancora chiuso. Il fronte franoso, però, è molto ampio, e le condizioni della collina restano da verificare anche per valutare la probabilità di altri smottamenti.

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