Antifascisti aggrediti, la Questura: «Nessuna tolleranza per la violenza in città»

La Digos ha requisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza di piazza Tommaseo, dove venerdì si sarebbe consumato l'episodio di violenza con protagonisti esponenti di CasaPound. Si indaga per tentato omicidio

Un fatto «di una violenza intollerabile», cui rispondere in maniera «unitaria, concreta e determinata»: così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha condannato la notizia dell’aggressione ad alcuni antifascisti da parte di un gruppo di esponenti di CasaPound che sarebbe avvenuta venerdì sera in piazza Tommaseo. E che sarebbe stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza della zona, i cui filmati sono già stati acquisiti dalla Digos: «Stiamo vagliando attentatmente tutti i filmati anche in cerca di testimoni - confermano dalla Questura - una volta ottenuto un quadro più completo e preciso, convocheremo gli esponenti delle rispettive fazioni. Di certo c'è che in nessuno modo verrà tollerata violenza in città, la risposta sarà ferma e decisa». La Procura ha già aperto un fascicolo a carico di ignori: il reato contestato è quello di tentato omicidio.

Il racconto di Genova Antifascista

I primi a denunciare il fatto sono stati i membri del comitato Genova Antifascista, che in un post pubblicato su Facebook sabato sera hanno ricostruito quanto accaduto postando anche la foto della ferita, presumibilmente da arma da taglio, riportata da uno degli antifascisti presenti: «Erano intenti ad affiggere manifesti nella zona di piazza Tommaseo quando sono stati improvvisamente aggrediti da circa trenta fascisti militanti appartenenti a Casa Pound, usciti dalla loro sede di via Montevideo - rendere noto Genova Antifascista -Brandivano bottiglie, cinghie e coltelli. Nel breve scontro che si è svolto, un compagno accorso per difendere un altro è stato circondato e colpito due volte: il coltello ha oltrepassato gli indumenti causando una ferita alla schiena».

Su quanto accaduto indaga come detto la Digos, che avrebbe già requisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Dalle prime indiscrezioni i filmati, già visionati, sembrano corroborare quanto denunciato da Genova Antifascista, anche se va detto che le indagini sono state rallentate dal fatto che l’episodio non sia stato immediatamente segnalato alle autorità, che lo hanno scoperto attraverso la mobilitazione online. 

La replica di CasaPound

Di certo c’è che il clima, anche alla luce delle imminenti elezioni politiche, si fa sempre più teso, e che saranno necessarie indagini approfondite per ricostruire cosa sia esattamente accaduto venerdì sera. CasaPound, dal canto suo, ha smentito recisamente quanto denunciato dal comitato, gettando ulteriore benzina sul fuoco: «CasaPound non ha attaccato, ma difeso la propria sede - hanno fatto sapere in una nota - Dopo una lunga serie di danneggiamenti da parte degli antagonisti, tutti ripresi dai video delle telecamere di sicurezza, nella notte tra il 12 e il 13 gennaio, un numeroso nucleo di antifascisti dopo aver provocatoriamente affisso manifesti infanganti le attività di CPI a favore degli italiani si schierava aggressivamente tra piazza Tommaseo e via Montevideo, minacciando alcune ragazze militanti e simpatizzanti di CasaPound Italia astanti nei pressi della sede. I pochi militanti presenti si schieravano quindi a difesa, respingendo gli antagonisti che si dileguavano prontamente nella notte».

Clima sempre più teso tra cortei e mozioni a Tursi

Due versioni opposte, in cui entrambe le fazioni avrebbero reagito a una provocazione. E in attesa dell’esito delle indagini della Digos, il mondo politico ha reagito con fermezza condannando quasi all’unanimità l’aggressione. Il Pd genovese, in particolare, ha confermato l’intenzione di sottoporre al voto del consiglio comunale una mozione firmata con la Lista Crivello finalizzata a vietare la concessione di spazi pubblici a «coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti» e a impegnare il sindaco e la giunta a «promuovere iniziative culturali affinché sia mantenuta la memoria storica e sia posto all'attenzione, soprattutto delle giovani generazioni, l'affacciarsi di nuovi fascismi che mettono in discussione i principi democratici e di pacifica convivenza».

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Resta inoltre confermata per sabato 3 febbraio il corteo organizzato da Genova Antifascista: «In neanche 12 ore dalla pubblicazione dell'aggressione sono arrivati moltissimi messaggi e comunicati di solidarietà non solo al compagno accoltellato dai militanti fascisti di Casa Pound ma anche alla lotta antifascista che la città di Genova insieme a moltissimi compagni e compagne, italiane e non, sta instancabilmente praticando - è stato il commento del comitato -  Non crediamo che chi ha mostrato solidarietà voglia essere ringraziato, siamo convinti che chi sta dedicando tempo ed energie a condannare l'accaduto sarà ancora più determinato a partecipare al Corteo Antifascista del 3 Febbraio».

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