Carige, tutti assolti nel processo al Centro Fiduciario

Si è chiuso il secondo filone d'indagine sul ramo della banca che si occupava di grossi finanziamenti, ai tempi del presidente Berneschi. Per il tribunale di Genova il processo è archiviato: il fatto non sussiste

Si è chiuso il secondo filone d'indagine su Banca Carige che riguardava il Centro Fiduciario, il ramo della banca che si occupava di investimenti finanziari. 

Il Tribunale di Genova, giovedì 12 aprile, ha infatti assolto tutti gli imputati. A processo con l'accusa a vario titolo di infedele dichiarazione e riciclaggio erano finite 4 persone: Umbertina Rotondo, moglie dell'ex presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, per cui la procura aveva già chiesto l'assoluzione; Antonio Cipollina e Gian Marco Grosso, che si trovavano ai vertici del Centro quando la Guardia di finanza aprì l'inchiesta; e Marcello Senarega, procuratore finanziario. Anche per lui il pubblico ministero Marcello Maresca aveva chiesto l'assoluzione.

Al centro del secondo filone di inchiesta, 12 milioni di euro fatti rientrare in Italia dalla Svizzera. Un'operazione che, secondo gli investigatori, sarebbe stata compiuta al posto dell'allora presidente di Carige Berneschi, che avrebbe così evitato di dichiararla sfruttando il nome della moglie. Il giudice Silvia Carpanini ha invece ritenuto che Rotondo abbia agito senza dolo, e ha assolto tutti e 4 gli imputati decretanto che il fatto non sussiste e disponendo il dissequestro dei beni.

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