Epidemia al Monte Contessa, riapre il canile comunale

Dopo oltre venti giorni di chiusura per un'epidemia di gastroenterite che ha ucciso sei cani, il rifugio per animali riapre i cancelli ma con regole precise

Il canile municipale ha riaperto i cancelli dopo l'epidemia di gastroenterite che ha ucciso sei cani lo scorso agosto. Nonostante il via libero comunicato dall'Asl la situazione però non è ancora tornata del tutto alla normalità per quanto riguarda gli accessi alla struttura.  I volontari, fino a nuove disposizioni, potranno soltanto entrare nella zona rifugio - le cosìdette stecche - dove si prelevano i cani per le passeggiate e dove si riportano indietro. L'intera procedura sarà svolta seguendo norme igieniche ben precise che sono state dettate dagli ispettori sanitari.

Un foglio appeso in più parti del canile ribadisce le regole a cui attenersi. In particolare, l'accesso al canile municipale è consentito solo a personale dotato di sovrascarpe monouso e abbigliamento dedicato. Il passaggio in vaschette con disinfettante è obbligatorio. Tutti i volontari devono identificarsi all'entrata in canile firmando il registro con orario di entrata e di uscita. Tutti i volontari devono segnalare, nel modulo apposito, tutti i cani che hanno portato fuori durante la giornata. Le feci dei cani portate all'esterno vanno raccolte e smaltite nei modi indicati. È vietato l'ingresso ai volontari in infermeria e isolamento. Permane la chiusura delle aree di sgambo fino a data da definirsi.

La parte sanitaria invece, composta da infermeria e isolamento, è accessibile solo dal personale medico o specializzato. Nel frattempo non si placano le polemiche sulla gestione dell'epidemia e sull'associazione U.n.a che guida il canile: «Abbiamo eseguito gli ordini di Asl e dell'Ufficio animali - spiega Sara Rollero del direttivo - ma i volontari non sentono ragioni. Ribadiamo che il canile è stato chiuso in seguito alle disposizione del veterinario e della Asl, eravamo i primi preoccupati per la permanenza nei box dei cani ma sono state le misure richieste per evitare che si espandesse il contagio. Ormai la polemica ha raggiunto un livello di aggressività insostenibile che nuoce a tutti, anche agli animali che tutti dicono tanto di amare».

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