Beni confiscati alle mafie, Piciocchi: «Fondi utilizzati per altre manutenzioni»

L'assessore Pietro Piciocchi ha spiegato in Consiglio comunale dove siano finiti i fondi, destinati alla riqualificazione dei beni confiscati alla famiglia Canfarotta

Martedì 2 aprile 2019 il Consiglio comunale è iniziato come di consueto con la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata.

Il 31 marzo la trasmissione televisiva Le Iene ha mandato in onda un servizio sui beni del centro storico di Genova confiscati alla famiglia Canfarotta. Luca Pirondini (M5S) ha fatto presente che dal reportage giornalistico è emerso che il Governo avrebbe stanziato circa un milione di euro per il ripristino di questi edifici, ma che tale somma sarebbe stata usata per altri scopi. «Corrisponde al vero quanto raccontato dalle Iene? E se sì, per quali obiettivi sono stati impegnati questi fondi governativi?», ha domandato il consigliere.

La replica dell'assessore Pietro Piciocchi: «Questo tema è molto seguito dall'Amministrazione. Nel patto per Genova firmato dalla precedente Amministrazione era stato chiesto uno stanziamento per questo obiettivo. In quel momento, però, il Comune di Genova non era ancora proprietario di questi immobili e noi abbiamo attivato questo percorso di acquisizione dall'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati».

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«Poiché i fondi stanziati al patto per la città avevano una scadenza d'uso - ha proseguito Piciocchi -, li abbiamo destinati per altre manutenzioni in città. Nelle more del percorso di acquisizione abbiamo già fatto un bando preliminare per l'assegnazione di questi immobili e abbiamo avuto una risposta positiva, tanto che abbiamo chiesto al prefetto di poter accelerare il bando per l'assegnazione, anche se il percorso di acquisizione non è ancora completato. Siamo la prima città italiana ad aver ottenuto tale autorizzazione».

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