Emergenza caldo, pronto il piano della Regione: 700 i decessi nel 2018

La media di agosto, ha spiegato il coordinatore della speciale task-force, è di 600 morti riconducibili al calore e all'aggravarsi di patologie pregresse. Ecco le misure adottate per l'estate 2019

Ancora fresco il ricordo della bollente estate 2018, mesi torridi che causarono diverse vittime soprattutto tra la popolazione anziana, la Regione corre ai ripari predisponendo un piano caldo che prevede una lunga serie di misure di prevenzione e di gestione di eventuali emergenze affidata a una speciale task force. 

Stando ai dati elaborati dalle Asl, lo scorso anno sono stati 700 i decessi ricondotti al caldo, 150 in meno rispetto a quella del 2003, ricordata ancora come l’estate “killer”. E proprio sulla base del rischio, la Regione, la task force di Alisa, coordinata da Ernesto Palummeri, ha individuato, sulla base di criteri predefiniti, un gruppo composto da oltre 180mila cittadini residenti su tutto il territorio regionale tenendo presente una serie di criteri che vanno dall’’età - più di 75 anni - agli accessi al pronto soccorso passando per l’assunzione di determinati farmaci o la presenza di particolari tipologie che con il caldo potrebbero aggravarsi, con risvolti anche fatali. 

Tre livelli di rischio, oltre 180mila cittadini coinvolti

Il gruppo è stato a sua volta suddiviso in altri 3 sottogruppi a seconda del grado di rischio: 1.894 i cittadini considerati a rischio alto, 5.860 quelli che rientrano nel rischio intermedio, 176.153 a rischio moderato. L’elenco dei pazienti che rientrano nella categoria del rischio alto e intermedio viene quindi trasmesso alle direzioni sanitarie delle Asl e ai medici di Medicina Generale, che possono decidere di attivare le misure previste nel piano, come per esempio il ricovero breve in scritture residenziali sociosanitarie per un massimo di 10 giorni o l’attivazione della rete “Meglio a casa”, che prevede il rientro a domicilio dopo le dimissioni dall’ospedale con assistente familiare gratuito per 30 giorni. Per l’estate 2019, Alisa ha a disposizione tra i 10 e i 20 assistenti in più rispetto a quelli normalmente impegnati, che mensilmente gestiscono dalle 90 alle 100 prese in carico.

Dall'alimentazione al sole, i consigli degli esperti per far fronte all'emergenza caldo | Video

La soglia di allarme viene calcolata, anche quest’anno, sulla base del bollettino caldo trasmesso dal Ministero della Salute, che prevede tre livelli di allarme, dal verde al rosso, e che viene emesso da metà maggio sino al 13 settembre: il monitoraggio tiene conto della combinazione di temperatura, umidità e inquinamento ambientale, elaborando poi il livello di allerta nel caso in cui i limiti previsti vengano superati per un periodo di tempo prolungato. È il Dipartimento Interaziendale Regionale  dell’Emergenza-Urgenza a stabilire le modalità di attivazione delle unità di crisi dedicate nei pronto soccorso degli ospedali, cui si affiancano attività di prevenzione e informazione organizzate dalla Protezione Civile e dal Comune di Genova, come per esempio l’apertura di luoghi climatizzati come biblioteche e associazioni e l’utilizzo dei dei pannelli elettronici stradali per comunicare eventuali situazioni di rischio. 

I consigli anti-caldo

«Il piano è un piano collaudato, perché è ancora vivo in tanti liguri e genovesi il ricordo della drammatica estate che comportò il decesso di tanti anziani - ha detto l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale - Da quell’anno viene redatto il piano caldo, e l’innovazione che da alcuni anni c’è è il profondo coinvolgimento di tutte le strutture sanitarie attraverso Alisa, il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei servizi sociali dei Comuni. Portiamo inoltre avanti il discorso delle dimissioni protette e quelle accompagnate».

Alcuni consigli anti-caldo sono uguali per tutti, anche se non si è fragili - aggiunge Ernesto Palummeri, cui è affidato il compito di coordinatore del Centro di riferimento ligure per le ondate di calore - È utili ripeterli perché abbiamo visto che in questi 15 anni gli incidenti sono diminuiti molto: evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, e dunque dalle 11 alle 19, mantenersi idratati con acqua e non con bibite gassate o zuccherate, trascorrere quando possibile almeno 4 ore in ambienti climatizzati. Per quanto riguarda invece i sintomi del colpo di calore, da tenere monitorati forte mal di testa, senso di debolezza, nei casi peggiori anche nausea e problemi intestinali. Se i sintomi permangono, meglio rivolgersi a un medico».

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