Via Buozzi: il cantiere lascia spazio al parcheggio da 170 posti

Dopo oltre sei anni di lavori, barriere e new jersey sono stati rimossi dalla corsia lato mare svelando il nuovo posteggio di interscambio, che potrà accogliere 170 auto, e il nuovo deposito della metropolitana

Via Buozzi finalmente "libera"

Un regalo di Natale atteso ormai da quattro anni, arrivato inaspettato e quasi “in sordina”: nella giornata di ieri residenti e commercianti di via Buozzi hanno visto finalmente la via liberata dall’ingombrante cantiere che occupava parte della corsia e del marciapiede lato mare, allestito nel 2010 (con iniziale data di fine lavori fissata per il 2012) per consentire la costruzione del nuovo deposito della metropolitana e di un parcheggio di interscambio che, nelle intenzioni di Tursi, dovrebbe accogliere circa 170 auto, con una trentina di posteggi riservati ai residenti e gli altri a disposizione dei cittadini per lasciare il proprio mezzo a prezzo modico e sfruttare il trasporto pubblico, autobus e metro.

L’idea, infatti, è quella di consentire ai titolari di abbonamento Amt la sosta gratuita, prevedendo una speciale tariffa giornaliera a 6 euro per chi presenta un biglietto Amt. Per gli altri invece una tariffa oraria di 1,50 euro, mentre i residenti potranno avere il loro posto riservato pagando un importo che si aggira intorno ai 50 euro mensili: «Genova non è una città semplice per realizzare parcheggi di interscambio, questo ha le sue caratteristiche: è relativamente vicino all’uscita dell’autostrada e ha davanti sia la fermata dell’autobus sia l’ingresso della metropolitana - spiega l'assessore alla Mobilità, Anna Maria Dagnino - Si tratta del tetto di un edificio che diventerà il nuovo deposito della metropolitana. In questi giorni stiamo terminando la sistemazione, gli operai sono al lavoro per tracciare i parcheggi e apporre la segnaletica, ma abbiamo riaperto la pista ciclabile che, collegandosi al tracciato già esistente tra Stazione Marittima e Porto Antico, consente di raggiungere anche Sampierdarena».

Leggermente più lungo - mai, comunque, degli oltre 6 anni attesi per eliminare barriere e ne jersey e riaprire finalmente il marciapiede - l’iter per l’apertura del nuovo deposito della metro e dunque dell’accesso alla fermata di Di Negro lato mare, previsto per inizio 2017. Ma in attesa dell’inaugurazione, è già arrivata qualche stoccata all’amministrazione e al progetto: il sindacato Orsa Tpl in una nota ha fatto sapere che la nuova fermata di interscambio rallenterà notevolmente il transito dei bus, consentendo l’accostamento di un solo mezzo alla volta e rendendo dunque impossible ai passeggeri di passare da uno all’altro agevolmente. 

«Lo spazio di fermata è stato ricavato all’interno della pista ciclabile, con i ciclisti che dovranno girare intorno alla pensilina del bus, e gli autisti, non potendo aprire fuori fermata per ragioni di regolamento, si troverebbero costretti a far scendere i passeggeri in piena pista ciclabile, con pericolo per loro e per i ciclisti», fanno sapere dal sindacato, aggiungendo che «lo spazio ricavato è limitato, e in caso di disabili in carrozzina è difficile spostarsi» e chiedendo un allargamento dello spazio di fermata prima del termine dei lavori.

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