Cantieri infiniti e viabilità da incubo: "blitz" del sindaco Bucci a Borzoli e Fegino

La denuncia dei residenti di via Ferri, costretti a vivere dietro un muro, è la punta dell'iceberg composto da una serie di problematiche con cui da tempo fanno i conti i residenti della zona

Un giro tra Borzoli e Fegino per incontrare i residenti e vedere in prima persona le problematiche che le affliggono: questo il primo impegno ufficiale del 2019 per il sindaco Marco Bucci, che lunedì mattina si è presentato nel ponente genovese per un sopralluogo dopo i lavori dei giorni scorsi.

Bucci si è soffermato in particolare in via Ferri, dove i residenti sono costretti a fare i conti con i lavori per la messa in sicurezza del rio Fegino e soprattutto con una paratia divisoria costruita per ragioni di sicurezza legate al cantiere, che con i suoi due metri di altezza svetta a meno di un metro di distanza dal portone d’ingresso del civico 1. 

Proprio i residenti del civico 1 ha incontrato in mattinata il sindaco, accompagnato dall’assessore comunale alla Mobilità, Stefano Balleari, e ai tecnici del Comune, tra cui anche l’ingegnere Stefano Pinasco della Direzione Infrastrutture e Difesa del Suolo del Comune di Genova e il comandante della polizia Locale, Gianluca Giurato: a loro Bucci ha chiesto spiegazioni sul muro, che rappresenta anche un rischio per l'incolumità di chi abita nel palazzo per l'impossibilità di passare con barelle e altri strumenti di soccorso, e ha avuto rassicurazioni sul fatto che il muro, provvisorio, verrà abbassato una volta terminati gli interventi previsti e sovrastato poi da un guard rail di protezione, così come stabilito di concerto con i residenti della palazzina. Ma le problematiche di Borzoli e Fegino, ormai ben note, non riguardano solo i cantieri per il contrasto del dissesto idrogeologico (il cantiere per il rio Fegino è aperto da ormai 6 anni). 

Da tempo, infatti, gli abitanti della zona protestano contro una lunga lista di disagi, dal continuo passaggio di camion e mezzi pesanti alla presenza del deposito di idrocarburi di Iplom (il ricordo del disastro ambientale del 2016 è ancora vivo), dalla presenza di immobili abbandonati all’assenza di marciapiedi su strade percorse da centinaia di veicoli ogni giorno arrivando sino al crollo del ponte Morandi, che ha trasformato il traffico in zona in un vero e proprio incubo.

«Per noi chi amministra la città lo deve fare senza aspettarsi ringraziamenti, perché esistono dei diritti che vanno assolutamente rivendicati e che ogni amministratore deve garantire ai cittadini, quindi da domani si ricomincia a lottare come sappiamo - aveva detto a fine anno Antonella Marras, portavoce del Comitato Spontaneo dei cittadini di Bozzoli e di Fegino - Si ricomincia a pretendere che in questo quartiere, che non è solo una strada di passaggio, vengano garantiti salute, sicurezza e vivibilità».

Bucci ha promesso che nelle prossime settimane verranno abbozzati interventi finalizzati ad andare incontro alle richieste avanzate: parlando con residenti e commercianti il primo cittadino ha avuto conferma che l'apertura della bretella tra la Guido Rossa e Cornigliano ha di fatto portato un po' di respiro alla viabilità in zona, ma le storiche criticità necessitano di soluzioni e il sopralluogo di oggi, spiegano dallo staff, è stato finalizzato proprio a mappare i diversi problemi e stabilire eventuali soluzioni.

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