Denunciato perché cammina in via Borzoli, il quartiere scende in strada per protesta

L'episodio risale a qualche giorno fa: l'uomo si è visto costretto a camminare in strada perché in zona non esistono praticamente marciapiedi, ed è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio

Attraversamenti pedonali praticamente inesistenti (c’è chi in passato si è visto costretto a sventolare un cartello con scritto “devo attraversare" soltanto per avere una tregua dal passaggio continuo), marciapiedi non pervenuti e mezzi pesanti che si mescolano ad auto e moto in un flusso costante e quotidiano: se prima del crollo del ponte Morandi il quartiere di Borzoli era già in balia del traffico, dopo la tragedia del 14 agosto la situazione è precipitata. E dopo che un residente è stato denunciato per avere discusso con l’autista di un bus in transito in via Borzoli (una lite legata proprio all’impossibilità di camminare se non in mezzo alla strada), gli abitanti del quartiere hanno deciso di scendere in piazza e protestare.

L’appuntamento è alle 17 di lunedì ai giardini Montecucco, da dove partirà una “passeggiata di protesta” che sfilerà per via Borzoli per sensibilizzare le istituzioni sulla complicata situazione con cui i residenti del quartiere hanno a che fare ogni giorno: oltre al traffico costante e all’inquinamento acustico e atmosferico, per chi abita in zona soltanto camminare in strada è fonte di rischio, soprattutto in un periodo in cui il numero di mezzi (compresi quelli pesanti) è raddoppiato e nei tratti in cui il "marciapiede" è largo appena qualche centimetro. E la denuncia partita la settimana scorsa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

«Siamo consapevoli che essendo unica via di collegamento urbano la mole di traffico sia aumentata, questo però non giustifica il fatto che anziché gestire la mobilità si sia pensato esclusivamente di gestire la viabilità della zona - scrivono i membri del comitato spontaneo Cittadini di Borzoli e Fegino - Abbiamo chiesto trasporto pubblico gratuito per incoraggiare l'uso dei mezzi pubblici, abbiamo chiesto che la linea del 53 potesse fare il giro verso Brin in modo da poter utilizzare la metropolitana, abbiamo chiesto che anche le corse delle linee ferroviarie venissero incrementate, abbiamo chiesto che la salute e la sicurezza degli abitanti venisse tutelata. Invece ci ritroviamo in un quartiere che sta soffocando a causa degli scarichi delle vetture in coda perenne soprattutto nelle ore mattutine e serali, ci siamo ritrovati a non poter attraversare la strada neppure sulle poche strisce pedonali esistenti, ci siamo ritrovati ad avere i negozi del quartiere in sofferenza perché con tale mole di traffico le persone non possono fermarsi, ci siamo ritrovati con un concittadino che avendo deciso di percorrere a piedi un tratto della strada , privo di marciapiedi ha ricevuto una denuncia di interruzione di pubblico servizio , per la quale ora dovrà difendersi davanti ad un giudice».

Pur nella consapevolezza del difficile momento che sta attraversando la città, dunque, «la pazienza è finita», sottolineano gli abitanti di Borzoli e Fegino, anche alla luce dei lunghi anni in cui si sono visti costretti ad accettare servitù, dal traffico alla discarica di Scarpino passando per il deposito di idrocarburi della Iplom, che nell’aprile del 2016 fu al centro di un vero e proprio disastro ambientale dopo la rottura di un tubo di collegamento con lo stabilimento di Busalla, che causò la fuoriuscita di tonnellate di greggio finite nel Fegino e poi nel Polcevera.

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