Bilancio previsionale del Comune fra calo aliquota Imu e stralcio cartelle esattoriali

L'assessore Piciocchi in Consiglio comunale ha illustrato i tratti della manovra. Tursi deve fare i conti con le minori entrate dovute al recente decreto fiscale e le spese anticipate per il crollo di ponte Morandi

Il Comune di Genova si appresta ad approvare con largo anticipo il bilancio per il triennio 2019-2021. La scadenza prevista è infatti a fine febbraio, con possibile proroga, ma ieri l'assessore Piciocchi in Consiglio comunale ha già illustrato i tratti della manovra. Molti i punti toccati nel corso della spiegazione, a cominciare dai quattro milioni di euro per spese legate al crollo di ponte Morandi, anticipati da Tursi. Queste risorse dovrebbero rientrare grazie al fondo per l'emergenza, deciso dal governo.

Ma a pesare sui conti quest'anno c'è anche lo stralcio delle cartelle esattoriali più vecchie previsto dal decreto fiscale, in soldoni -113 milioni di euro per le multe e -10 milioni di Imu nelle tasche del Comune. Per quanto riguarda quest'ultima, il Comune di Genova ha deciso per il 2019 un'ulteriore riduzione dell'aliquota Imu per i fabbricati D delle imprese (categorie D1 e D7), vale a dire i capannoni industriali. La nuova aliquota scende dallo 0,91 del 2018 allo 0,80 del 2019 e si applica alle imprese che si mantengono sul territorio incrementando il personale o a quelle che arrivano a Genova e assumono.

Più complicata la questione delle cartelle esattoriali. Il decreto fiscale prevede che vengano cancellate quelle sotto i mille euro relative agli anni dal 2000 al 2010. Chi ha pagato dopo il 28 ottobre, data di entrata in vigore della legge, dovrà ricevere indietro quanto versato, con relativi oneri a carico del Comune.

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Piciocchi si va così ad aggiungere alla lunga lista di coloro che criticano il decreto fiscale, nel suo caso con una certa ragione anche solo per il fatto che si tratta di una questione di conti pubblici, che riguarda un po' tutti.

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