Pesto a rischio contraffazione, allarme per il basilico

Il Consorzio di tutela del basilico genovese Dop si schiera contro il Ceta, l’accordo economico e commerciale globale tra Unione Europea e Canada che riguarda anche il mondo agricolo

Il Consorzio di tutela del basilico genovese Dop si schiera contro il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo economico e commerciale globale tra Unione Europea e Canada che riguarda anche il mondo agricolo contro cui, da diverse settimane, si sta battendo anche la Coldiretti visto che deve essere ratificato dal Parlamento italiano.

Eccellenze non tutelate

Al centro dell'accordo la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici, tra i quali però non è stato inserito nessuno dei prodotti Dop e Igp della Liguria, una scelta che secondo il Consorzio sarebbe drammatica per gli agricoltori genovesi perché rischia di lasciare un'ampia fetta di mercato al falso "Made in Italy" e alle contraffazioni.

Proteggere il basilico genovese Dop

«Il Consorzio - si legge nel comunicato - approva e appoggia l'iniziativa di Coldiretti a difesa delle produzioni a denominazione di origine ed è indispensabile per le produzioni di eccellenza non cadere nel gioco delle imitazioni e dei falsi "made in Italy". Il basilico genovese Dop, oltre a essere l'emblema della gastronomia regionale è tra le produzioni di eccellenza più rappresentative della Liguria e sicuramente quella maggiormente in crescita. Negli ultimi 10 anni, da quando esiste la Dop, ha rappresentato uno dei settori con lo sviluppo più dinamico con un aumento della produzione certificata del 300%. In questi anni, inoltre i mercati americani hanno dimostrato grande attenzione per questo prodotto».  

Il presidente del Consorzio Mario Anfossi ha, inoltre, dichiarato:  «Sarebbe assurdo che i consumatori di questi Paesi non potessero liberamente scegliere tra le caratteristiche organolettiche delle produzioni certificate e le chimere di omonimie strategiche ad una confusione informativa che rischia di distruggere il risultato di importanti investimenti destinati a sostenere lo sviluppo delle produzioni più tipiche. Speriamo che il governo e i parlamentari italiani non votino a favore dell'accordo impedendone l'entrata in vigore».
 

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