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Agricoltura: la banca della terra è legge

Obiettivi la prevenzione del degrado e il recupero delle terre che i proprietari non riescono a coltivare: verranno censite e affidate ad agricoltori e allevatori. Previsti contributi fino a 500 euro per ettaro

Approvata ieri in Consiglio regionale la legge che istituisce la banca della terra. Era stata annunciata a settembre del 2012 dall'assessore all'agricoltura Giovanni Barbagallo in occasione della Conferenza regionale dell'agricoltura. «Con questo provvedimento - ha commentato Barbagallo - vogliamo preservare il territorio attraverso il rilancio delle attività agro-forestali e il sostegno al ruolo di presidio delle aziende agricole».

Si può dunque prevenire il degrado dei terreni a vocazione agricola e il conseguente dissesto che tanti problemi ha causato negli ultimi anni (imponendosi come una vera emergenza del territorio) favorendo la ripresa dell'agricoltura, dell'allevamento e della silvicoltura nelle aree che tradizionalmente sono sempre state sfruttate per queste attività e che gradualmente sono state abbandonate.

Nell'ultimo mezzo secolo la diminuzione della superficie coltivata è stata drammatica: era il 40% del territorio nel 1961, oggi è soltanto l'8%. Aumentata parallelamente la superficie boscosa, dal 44% al 70%.

Il percorso individuato dalla legge è innovativo e destinato a produrre cambiamenti radicali nell'agricoltura ligure attraverso sostanziali semplificazioni delle procedure per l'assegnazione.

Per prima cosa verrà fatto un censimento delle terre incolte e disponibili per il recupero, su segnalazione dei proprietari. I dati catastali di queste aree incrementeranno un database in continuo aggiornamento.

I lotti disponibili verranno affidati a imprenditori agricoli (agricoltori, allevatori, boscaioli) che ne faranno richiesta. Sono previsti contributi fino a 500 euro per ogni ettaro recuperato.

Contributi anche per i proprietari forestali che acquisteranno nuovi fondi e a Comuni e consorzi per interventi di manutenzione straordinaria.

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