Razzismo contro bimbo disabile sul bus: «Me lo potete togliere?»

La denuncia arriva da una maestra genovese, che ha affidato lo sfogo al suo blog. L'episodio nei giorni scorsi, vittima un bambino di 8 anni

Uno sguardo sdegnato, un borbottio, poi la frase che ha gelato tutti: «Me lo potete togliere?». A pronunciarla, la passeggera di un bus di linea genovese, prendendo di mira un bambino di 8 anni disabile e di colore.

A denunciare quanto accaduto la maestra 45enne del bambino, Cinzia Pennati, che ha affidato lo sfogo al suo blog, "Penny", in un post in cui ha spiegato dettagliatamente quanto accaduto: «I bambini sono diciannove, noi insegnanti in tre - inizia il racconto - Succede che uno di loro finisca vicino ad una signora, lui non è bianco, non è italiano, ed è disabile, parla pochissimo, ma ha gli occhi buoni e intelligenti».

Stando a quanto raccontato dall’insegnante (la scuola è la Daneo), la donna avrebbe iniziato a protestare per la presenza del bambino sostenendo che «non pagano nemmeno il biglietto»,  suscitando la reazione incredula delle maestre: «Non vogliamo credere che stia succedendo - prosegue il racconto - lei continua, borbotta, è davvero infastidita. Così, per farla tacere, una di noi le risponde che il biglietto i bambini ce l’hanno e l’hanno pagato tutti». Poi la richiesta a bruciapelo:“Me lo potete togliere?”, prima di alzarsi e andarsi a sedere vicino a un’altra bambina, «e le sorride, lei va bene perché è bianca, è bionda, parla italiano»,.

«Non è infastidita dalla sua disabilità, perché a volte succede anche questo, ma dal colore della sua pelle», sottolinea sul blog l’insegnante, che ha confessato anche le difficoltà nel gestire la situazione e nello spiegarla ai bambini: «Pensi allo spazio che il silenzio può lasciare al razzismo, a quello che è successo nel passato dentro a questo spazio, e tu sei un’educatrice, pensi a Rosa Park e pensi che era il 1955 e queste cose accadevano tanto tempo fa, non oggi a Genova, nella tua città, con i tuoi bambini. Così ritorno dalla signora, faccio spostare la nostra bambina ‘bianca’ in un altro posto e le dico: “Lei merita di stare da sola, qui i diritti sono di tutti, il mondo non è suo!” e mi sposto al centro dell’autobus. Lei continua a lamentarsi, inveisce contro di me, le mie colleghe le rispondono a tono, finché non tace».

«Genova 2019, atti di razzismo», si conclude il post diventato ormai virale, in cui l’insegnante ricorda che «i nostri bambini hanno ben chiaro che sono fratelli. Siamo noi che, spesso, non siamo alla loro altezza e non impariamo nulla dalla storia, dai nostri morti, dall’odio».

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