La "nave delle armi" torna in porto, il Calp: «Doverosa battaglia per fermare il servizio di guerra»

Il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali torna sulle barricate per il nuovo attracco della Bahri Yanbu, previsto per venerdì pomeriggio. Il cargo è usato per portare armi saudite al fronte della guerra in Yemen

Ancora proteste in porto per il ritorno della Bahri Yanbu, la nave cargo battente bandiera saudita al centro della mobilitazione e dello sciopero del 20 maggio scorso.

Il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha annunciato l’intenzione di battersi nuovamente affinché la nave, utilizzata per trasportare armi dirette al fronte della guerra in Yemen, non possa attraccare a Genova, o comunque non carichi armamenti che verranno utilizzati nel conflitto.

«Nel giorno in cui tante persone saranno in piazza in difesa dell'ambiente e del pianeta non possiamo che ricordare che i responsabili della devastazione ecologica del pianeta e degli irreversibili cambiamenti climatici sono gli stessi responsabili delle guerre - scrive il Calp -Le guerre e la crisi ecologica sono le prime cause delle migrazioni, e costringono milioni di persone alla fuga. Guerra e devastazione del pianeta vanno di pari passo e hanno gli stessi responsabili:le grandi multinazionali di tutto il mondo, i padroni».

La Bahri Yambu è attesa in porto intorno alle 15, dopo tappe a Houston, Dundalk e Wilmington, negli Stati Uniti, e la protesta (che lo scorso maggio aveva costretto la nave a ripartire senza caricare nulla) è fissata per le 14: «La compagnia Bahri è una di queste - aggiungono i portuali -  per queste ragioni ha incontrato proteste e opposizione anche in altri paesi: Canada, Stati Uniti, Paesi Baschi, Francia. Questa è una battaglia doverosa, che ha bisogno del sostegno di tutti. Il rifornimento di armamenti all'esercito saudita deve cessare. Il servizio di guerra della Bahri deve fermarsi».

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