Nave carica di armi, presidio e proteste lunedì mattina

Al varco Etiopia di Lungomare Canepa, a partire dalle ore 9 di lunedì 20 maggio 2019

Sembrava solo un'ipotesi, ma con il passare delle ore il possibile attracco della nave saudita Bahri Yanbu a Genova è sempre più concreto. Dopo la richiesta di accosto con ingresso in porto lunedì mattina la prefettura ha precisato che: «non ci sono rilievi che possono impedire l'attracco del cargo Bahri Yanbu e a Genova caricherà solo materiale civile e non militare». Non si è, però, placata la protesta e lunedì 20 maggio è previsto anche un presidio.

A organizzare la protesta il Calp, Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali, che sulla propria pagina Facebook ha scritto: «Non basta dire che si farà di tutto per impedire il carico delle armi nel porto di Genova. Purtroppo la normalità è che queste navi entrano nei nostri porti senza che nemmeno lo stesso sistema portuale si interroghi su cosa trasportino e sul perchè. Si devono chiudere i porti ai trafficanti di armi e proclamare per lunedì 20 Maggio, quando è previsto l'arrivo della nave saudita Bahri Yanbu, una giornata di sciopero in modo da sensibilizzare le istituzioni e la citta' sulla questione che interessa tutti indistintamente». Proprio per questo motivo i lavoratori portuali hanno convocato  un presidio al varco Etiopia di Lungomare Canepa, a partire dalle ore 9 di lunedì 20 maggio 2019. L'orario del presidio potrà subire modifiche in base all'orario di arrivo della nave.

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Anche la Cgil di Genova attraverso un comunicato ufficiale ha preso posizione, spiegando: «La Camera del lavoro di Genova esprime la propria soddisfazione per la ferma reazione della città in risposta all'arrivo della nave  saudita “Bahri Yanbu” e per le rassicurazioni del Prefetto sulla natura del carico che sarà imbarcato da Genova.  La Cgil ha chiesto che i trattati internazionali firmati anche dall’Italia, a difesa dei diritti umani, vengano rispettati e chiedono alla politica e al Governo del nostro paese di intervenire in tal senso in ogni caso in cui se ne prospetti una violazione.  A questo proposito la Camera del Lavoro ribadisce la propria contrarietà all'utilizzo del Porto per casi come quello prospettato circa l'arrivo della Bahri Yanbu e chiede l'apertura dei porti per l'accoglienza di rifugiati e migranti.  Come accaduto in  questa occasione, la Camera del Lavoro continuerà a vigilare ed ad essere pronta a mobilitarsi  nel caso in cui ciò si dovesse nuovamente verificare».

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