Inchiesta sulla sicurezza delle barriere anti-rumore, Autostrade corre ai ripari e apre cantieri

L’azienda ha comunicato che a partire dal 26 dicembre verranno eseguite "misure compensative" per intervenire sulle paratie fonoassorbenti finite al centro di un’inchiesta

Autostrade per l’Italia interviene sulle barriere anti-rumore finite nel mirino della procura nell’ambito di una nuova inchiesta sulla sicurezza, e annuncia l’apertura di una serie di cantieri per intervenire su quelle considerate a rischio.

«La Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l'Italia comunica che nel periodo compreso tra il 26 dicembre  e il 6 gennaio 2020, tenuto conto dei ridotti livelli di traffico, sarà avviata una serie di cantieri riguardanti le paratie antirumore sulla rete ligure della Società», fa sapere l’azienda in una nota inviata nel tardo pomeriggio della vigilia di Natale.

«I cantieri - spiegano succintamente - si rendono necessari per la realizzazione di misure compensative, nelle more delle attività di verifica di tali impianti, progettati tra il 2008 e il 2014. I conseguenti interventi di adeguamento, che saranno concordati con le competenti strutture tecniche del Mit, si svilupperanno indicativamente nel trimestre successivo».

Tradotto, Aspi interverrà sulle barriere considerate maggiormente a rischio - quelle, insomma, ritenute non sufficienti a garantire la sicurezza degli automobilisti - con soluzioni temporanee, e poi concorderà con il Ministero ulteriori interventi per la messa in sicurezza definitiva. L’inchiesta è nata da quella, più ampia, legata al crollo del ponte Morandi, e si è concretizzata lo scorso 10 dicembre con un blitz della Guardia di Finanza nelle sedi di Aspi, Spea e Pavimental.

Analizzando il materiale sequestrato nel corso degli accertamenti penali sarebbero emersi elementi legati a criticità sulla sicurezza delle barriere integrate modello “Integautos”, con specifico riferimento a quelle del primo tronco autostradale, dove si sono verificati anche alcuni incidenti stradali. L’ipotesi di reato contestata, al momento, è di attentato alla sicurezza dei trasporti e frode nelle pubbliche forniture, e gli indagati sono al momento 5 tra dipendenti di Spea e di Aspi.

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