Attentato Adinolfi: Cospito e Gai confessano in una Genova blindata

Mattinata infuocata oggi in centro a Genova per il processo ad Alfredo Cospito e Nicola Gai. Poco dopo le 10 i due anarchici hanno fatto il loro ingresso in aula. Al termine della requisitoria è arrivata la richiesta di condanna

Mattinata infuocata oggi in centro a Genova per il processo ad Alfredo Cospito e Nicola Gai. Poco dopo le 10 i due anarchici hanno fatto il loro ingresso in aula. I due sono accusati di essere gli autori dell'attentato a Roberto Adinolfi, allora amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, avvenuto il 7 maggio 2012 in via Montello.

Cospito e Gai, ritenuti componenti della cellula Olga della Federazione Anarchica Informale, sono accusati di lesioni gravi con l'aggravante della finalità di terrorismo, furto, e detenzione e porto di arma clandestina.

Poco dopo il loro ingresso, Cospito e Gai sono stati allontanati dall'aula perché, nonostante il divieto del giudice hanno voluto leggere un documento di rivendicazione. Solo in seguito l'udienza è ripresa.

Prima di uscire dall'aula, Cospito è riuscito a leggere queste righe. «Siamo solo io e Nicola, nessun altro ha partecipato al nostro progetto. Non riconosciamo questo ordine democratico. Io sono anarchico e sono nichilista perché agisco e non aspetto una rivoluzione».

Il resto del documento è stato letto dal giudice Annalisa Giacalone. «Ci volle poco a scoprire dove abitavi, sono bastati cinque appostamenti. Avrei fatto tutto da solo ma mi serviva un aiuto per lo scooter. Ho comprato la pistola al mercato nero a 300 euro. Siamo partiti da Torino il giorno prima con la macchina ed è andato quasi tutto bene». Cospito riporta anche che, dopo aver sparato ad Adinolfi, il manager urlò all'indirizzo dei suoi attentatori questa frase: «Bastardi! So chi vi manda».

Con l'uscita dei due indagati dal tribunale, circa 200 manifestanti hanno lasciato il Palazzo di Giustizia e si sono diretti in corteo verso piazza De Ferrari, seguiti dalle forze dell'ordine.

Al termine della requisitoria, i pm Nicola Piacente e Silvio Franz hanno avanzato le loro richieste di condanna: dodici anni per Alfredo Cospito e dieci anni per Nicola Gai.

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