Ucciso e poi murato in una villa, quattro fermi: una donna bloccata al Colombo

I carabinieri nei giorni scorsi hanno dato esecuzione al decreto di fermo spiccato per quattro cittadini italiani ritenuti responsabili dell'omicidio del 47enne Lamaj Astrit, scomparso nel 2013

Nuova svolta nell’inchiesta sull'omicidio di Lamaj Astrit, il cittadino albanese di 47 anni scomparso da Genova nel gennaio del 2013, il cui cadavere è stato scoperto lo scorso 15 gennaio in un pozzo dietro il muro di una villetta in ristrutturazione a Senago, nel monzese. 

Come riporta anche MonzaToday, i carabinieri nei giorni scorsi hanno dato esecuzione a un decreto di fermo spiccato dalla procura di Monza nei confronti  di quattro persone, ritenute i mandanti e gli esecutori materiali del delitto. I militari sono entrati in azione a Milano, Caltanissetta, Enna e Genova: nel capoluogo ligure, in particolare, è stata fermata una donna all'aeroporto Cristoforo Colombo, presumibilmente mentre cercava di fuggire. Insieme a loro, tutti accusati a vario titolo di omicidio premeditato e occultamento e distruzione di cadavere, nell'indagine sono finite altre quattro persone, che sono già in cella per altri motivi: tre di loro avrebbero partecipato all'esecuzione, mentre un altro avrebbe preso parte soltanto alle fasi successive, aiutando i complici a far sparire il corpo.

La 62enne fermata a Genova avrebbe avuto con Astrit una relazione e da lui sarebbe stata derubata di alcuni gioielli dopo la fine della storia d'amore: a quel punto, stando alla ricostruzione degli inquirenti, si sarebbe rivolta ad alcune persone vicine alla criminalità organizzata per ordinare l'uccisione dell'ex amante. 

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L’accusa, per tutti, è di omicidio e occultamento di cadavere. L’ipotesi degli investigatori è che il 47enne sia stato ucciso per questioni sia economiche sia sentimentali: i suoi resti erano stati ritrovati nel corso dei lavori di ristrutturazione di Villa degli occhi, residenza d’epoca di Senago, dopo alcune dichiarazioni di un pentito siciliano.

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