L’epopea dell’ascensore di Villa Scassi: la guerra tra due aziende blocca il collaudo

Non c’è pace per l’impianto che dovrebbe collegare via Cantore all’ospedale. Dopo i ripetuti guasti, a congelare la ripresa del servizio è un contenzioso tra Ilset e Maspero

Non c’è pace per l’ascensore di Villa Scassi, il futuristico impianto unico in Italia per il tracciato in diagonale, inaugurato a dicembre 2016, in servizio saltuario per tre anni e poi fermo definitivamente da febbraio 2019. Un’opera da oltre 4 milioni che, sommando i mesi di servizio effettivo, ha funzionato per meno di un anno, tra fermate improvvise e guasti tecnici che, una volta risolti, si sono trasformati in problemi di natura giudiziaria.

A bloccare la ripresa del servizio, questa volta, è il contenzioso tra le due aziende che hanno realizzato l’opera, e che non sembrano trovare un accordo per effettuare gli interventi di ripristino. A chiedere chiarimenti al Comune e Amt sono stati i rappresentanti del Movimento 5 Stelle nel Municipio Centro Ovest, con una mozione approvata durante l’ultimo consiglio che ha impegnato la giunta a interessarsi nuovamente della vicenda. 

La risposta è arrivata nei giorni scorsi, direttamente dalla Direzione Mobilità del Comune, che ha ricordato che l’opera è stata realizzata da Ilset Srl e da Maspero Spa, che si è occupata delle opere impiantistiche progettandole, costruendole e installandole, e che ha spiegato che a oggi il problema riguarda un guasto a un organo di sicurezza che ancora non è stato riparato per “conflitti tra le due società” E sinché il guasto non verrà riparato, l’ascensore non potrà essere collaudato e quindi riprendere servizio.

«Il Comune di Genova, tramite il collaudatore, ha a più riprese prescritto tali interventi al fine di riprendere l’esercizio e chiudere il contratto con il collaudo tecnico-amministrativo - fanno sapere dalla Direzione Mobilità - Collaudo che, a oggi, non è perfezionabile per problemi ad un organo di sicurezza: la prossima visita è programmata il 3 marzo». Tursi ha comunque chiarito che, attraverso i suoi avvocati, sta procedendo per avviare un’azione legale finalizzata a chiedere il risarcimento dei danni, che partità una volta accertato il ripristino delle condizioni di sicurezza dell’ascensore e la sua ripartenza.

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Nel frattempo, ai residenti non resta altro da fare che continuare a usare il servizio di bus sostitutivo istituito dopo i numerosi guasti, e che non ha mancato di suscitare polemiche a causa della frequenza incostante e della difficoltà di utilizzo da parte di persone affette da disabilità.

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