Ennesimo stop per l'ascensore di Villa Scassi, Balleari: «Una iattura: valutiamo il risarcimento danni»

A poco più di due anni dall'inaugurazione, l'impianto ha funzionato in maniera discontinua ed è stato più volte oggetto di interventi di ripristino: «Un danno non solo economico ma anche di immagine»

Inaugurato il 29 dicembre 2016, negli ultimi due anni non ha fatto altro che ripartire e fermarsi per guasti di varia specie. E all’ennesimo stop, c’è chi, a Tursi, inizia a suggerire l’ipotesi di rinunciarvi: stiamo parlando dell’ascensore di Villa Scassi, che collega via Cantore, a Sampierdarena, all’ospedale. E che è stato oggetto di due interrogazioni durante il consiglio comunale di martedì 12 febbraio.

«Devo ammetterlo: l’ascensore di Villa Scassi è veramente una iattura», ha replicato l’assessore alla Mobilità, Stefano Balleari, ai consiglieri Fontana e De Benedictis, che hanno chiesto spiegazione anche sul resto degli impianti di risalita cittadini, soprattutto dopo i guasti che si sono verificati sulla funicolare di Sant’Anna e quella di Zecca-Righi: «In questi casi si tratta di banali malfunzionamenti che sono già stati risolti - ha spiegato Balleari - ovvio, questa “congiuntura astrale” non ha aiutato, ma devo purtroppo dire che per l’ascensore Scassi ci vorrà ancora un po’ di tempo per il ripristino del servizio. Il costruttore stai verificando le componenti, controllando il sistema di frenatura e la cabina».

Le criticità dell’impianto, un prototipo che si sviluppa in diagonale, sono però radicate e ormai ben note: «I problemi sono iniziati nel luglio del 2018, problematiche gravissime che hanno portato a un fermo di molti mesi, e poi si sono alternate aperture e chiusure per difetti di funzionamento - ha aggiunto Balleari - Mi piacerebbe molto si potesse fare come le vere eredità, che si possono rifiutare, invece in questo caso dobbiamo tenerci l’impianto, che è costato svariati milioni, e tentare di garantire il servizio di un prototipo innovativo che di fatto non ha mai funzionato».

A oggi resta in funziona il servizio di bus sostitutivo, che verrà per sostituito con un mezzo adatto anche al trasporto disabili dopo che una delle aziende cui si è appoggiata Amt per avere mezzi adatti come dimensioni a percorrere le strade ha impiegato un pulmino  «non adeguato alle esigenze di un mondo civile», ha detto amareggiato Balleari, prima di annunciare che «stiamo valutando l’ipotesi di chiedere un risarcimento danni, anche di immagine, e stiamo portando avanti un accertamento responsabilità propedeutico proprio a questo».

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