Un anno senza ponte Morandi: Genova si ferma per ricordare le vittime

La messa in suffragio davanti alla nuova pila 9, il minuto di silenzio alle 11.36, le manifestazioni in città e in tutta la Liguria, le reazioni dei genovesi: il racconto della giornata

Il giorno più triste per Genova, dopo mesi in cui si è tanto discusso di rinascita e ricostruzione, è arrivato: mercoledì 14 agosto 2019 è trascorso un anno esatto dal crollo del ponte Morandi.

A 365 giorni dal crollo, Genova prova a lasciarsi il passato alle spalle e a ripartire. Lo fa rendendo omaggio alle vittime, con una cerimonia ufficiale davanti alla pila 9 del nuovo ponte a cui hanno partecipato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, rappresentanti del governo e le più alte cariche della città e della Regione. Alla cerimonia, officiata dal cardinale Angelo Bagnasco nel capannone in cui è sorta la prima pila del nuovo ponte, la 9, hanno partecipato anche 185 parenti delle 43 vittime. 

Il video racconto della giornata

La bandiera di San Giorgio sulla nuova pila 9

Il primo momento emblematico è stato poco dopo le 8 del mattino, quando la bandiera di San Giorgio - quella di Genova, con croce rossa su fondo bianco - è stata issata sopra la nuova pila 9, la prima del ponte in fase di ricostruzione, simbolo di una città che non vuole arrendersi (guarda il video).

Sotto il palco della cerimonia è stato portato il crocifisso della Parrocchia del Campasso: in chiesa era posizionato in modo tale che, quando si aprivano le porte dell'edificio, il Cristo guardasse il ponte.

Anniversario crollo ponte Morandi, chi ha partecipato alla cerimonia

Verso le 8,30 sono iniziati ad arrivare i primi esponenti del governo e del Parlamento insieme con rappresentanti di varie forze politiche (come Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Pd). Poco dopo le 9 è arrivato il vicepremier Matteo Salvini. Alle 9,30 sono giunti il premier Giuseppe Conte accompagnato dal sindaco Marco Bucci, e il vicepremier Luigi Di Maio.

Verso le 10 l'arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da un lungo applauso.

Anniversario ponte Morandi, i vertici di Autostrade costretti a lasciare la cerimonia

Presenti anche Giovanni Castellucci e Fabio Cerchiai, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Atlantia, e  Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia. La loro presenza - specialmente quella di Castellucci - ha portato qualche momento di tensione sotto il capannone della cerimonia, poiché alcuni parenti avevano chiesto che non partecipasse. Anche fuori, accanto ai maxischermi in via 30 Giugno, sono stati esposti alcuni striscioni con la scritta: «Via le concessioni ai Benetton».

Alla fine, viste le polemiche, prima dell'inizio della cerimonia, Castellucci, Cerchiai e Tomasi hanno lasciato il capannone (VIDEO).

Con una nota stampa, in giornata, spiegano: «Abbiamo sentito il dovere morale di essere presenti per condividere questo momento di dolore e testimoniare la nostra vicinanza all'intera comunità di Genova e alle sue istituzioni. Abbiamo ritenuto di seguire la funzione dalla Direzione di Tronco di Genova affinché questo importante momento non venisse perturbato da polemiche».

striscioni di protesta durante la commemorazione a un anno dal crollo del ponte-2

Anniversario crollo Morandi, Il dolore dei parenti delle vittime durante la cerimonia

Grande la commozione e il dolore dei parenti delle vittime, in mattinata è stato registrato un lieve malore dovuto alla forte tensione emotiva e alcuni sono usciti in lacrime prima dell'inizio.

«La città rinnova oggi il suo abbraccio ai famigliari delle vittime - sono state le parole di conforto dell'arcivescovo Angelo Bagnasco -  Siamo consapevoli che nessuno può colmare il vuoto dei loro cari, ma umilmente e con rispetto vogliamo stringerci a loro perché non si sentano troppo soli. Anche le parole del Santo Padre Francesco ci fanno sentire il suo affetto e la sua vicinanza: di cuore lo ringraziamo».

A seguire, la riconoscenza nei confronti di chi ha aiutato, ricordando «la luce dei soccorritori sbucati da ogni dove, come se fossero miracolosamente pronti ad essere presenti e operativi. È stato solo dovere? No, è stato anche amore». Il testo integrale dell'omelia.

A prendere la parola, successivamente, Alfredo Maiolese a nome dell'EML, la Lega dei Musulmani Europei, che ha letto alcuni passi del Corano.

Grande la commozione durante la cerimonia. Anche il sindaco Marco Bucci ha parlato visibilmente emozionato (il video del suo discorso). Successivamente, a margine della cerimonia, il primo cittadino ha detto che il nuovo ponte sarà pronto per fine aprile.

«Dobbiamo arrivare alla verità che soltanto un tribunale può pronunciare, la tragedia di Genova non può restare senza verità. Il dolore si sanerà solo quando verranno rese note le responsabilità» sono le parole del governatore della Liguria Giovanni Toti.

Lunghi pplausi e platea in piedi per Egle Possetti che ha parlato in nome del comitato delle vittime, chiedendo a gran voce giustizia e maggiore controllo sui beni demaniali: «Stiamo sopravvivendo da un anno, vorremmo provare a vivere nuovamente ma è come una montagna infinita da scalare. Non possiamo pensare di non abbracciarli più, di non rivedere più i loro sorrisi, ma per la loro memoria dobbiamo avere grande determinazione nella ricerca della verità. Quanto è accaduto è inaccettabile, quella delle 43 vittime è stata una condanna a morte senza possibilità di appello».

Alle 11,20 circa è stata la volta del premier Giuseppe Conte: «Il compito della politica, di una politica seria, responsabile - aggiunge il premier - è tentare di offrire risposte affidandosi agli strumenti utili a tutelare gli interessi della collettività e a realizzare il bene dei cittadini. Compito della politica è misurarsi non solo con la gestione dell'emergenza, ma anche con la prevenzione, immaginando un'azione di Governo che metta in sicurezza il Paese e tutte le sue innumeri infrastrutture».

Anniversario crollo ponte Morandi, alle 11.36 il minuto di silenzio

Alle 11,36 il minuto di silenzio, interrotto solo dal suono delle campane in città, dai clacson dei tassisti e dalle sirene delle navi, come già nel giorno dei funerali di Stato, l'anno scorso. Accanto al ponte, sono stati liberati in volo 43 palloncini bianchi portati dai cittadini e dai commercianti, e fiori sono stati gettati nel letto del Polcevera.

Grande la commozione, molte persone in lacrime.

Al termine, un lungo applauso, dopodiché la commemorazione si è conclusa.

Video: il minuto di silenzio al comando dei Vigili del Fuoco.

Speciale ponte Morandi: leggi tutto

Anniversario crollo ponte, testimonianze e ricordi dei genovesi

A poca distanza dal capannone in cui risuonano le parole della autorità, due maxi schermi su cui scorrono le immagini della cerimonia, un modo per restare uniti in un giorno in cui proprio di senso di comunità e unione si sente il bisogno, e in cui i ricordi inevitabilmente tornano alla mente.

Da TorinoToday: Ponte Morandi, i parenti delle vittime: «Lo Stato ci ha lasciati soli, vogliamo giustizia»

«In quel momento mi trovavo a casa, era il mio primo giorno di ferie. Ero sdraiata sul letto tutta dolorante perché il giorno prima ero caduta per strada e mi ero fatta malissimo a un braccio - ricorda Barbara - Pioveva. Stavo smanettando su Facebook, ho appreso in quel modo della tragedia che aveva colpito la nostra città. Duecento metri di ponte venuti giù, un disastro. In quel momento, alle 11,36 del 14 agosto 2018 io ero a casa, tranquilla, 43 altre persone no. Nelle loro case non sarebbero più tornate».

«Ho ancora vivido, come penso tutti noi i ricordi di quel giorno - ricorda Michele, tra i primi quel giorno ad accorrere sul luogo del disastro dal suo ufficio al Bic - quel boato terrificante, il palazzo che trema e poi in mezzo alla pioggia fitta il ponte che non c è più, come in un incubo. Affido a Dio le anime delle persone che quel giorno hanno perso la vita, a loro va il mio pensiero oggi e alle loro famiglie. Deve essere il giorno del silenzio e del ricordo».

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