Amuchina a prezzi record, a Casella aumenta la produzione: «No a rincari e sciacallaggio»

AngeliniPharma, la ditta che nel 2000 ha rilevato il marchio e lo stabilimento genovese, si è detta «totalmente estranea ad alcuni ingiustificati rincari rilevati dai consumatori e segnalati anche dai media, verso i quali esprime una ferma condanna»

Più preziosa dell’oro, introvabile come il Santo Graal, un miraggio che spinge i farmacisti a scuotere la testa appena si entra in farmacia con un’aria vagamente interrogativa, senza proferir parola: l’Amuchina in gel è il prodotto più desiderato, cercato e acquistato degli ultimi giorni dopo l’esplosione dell’emergenza coronavirus anche in Italia, e non sono mancati, soprattutto nelle ultime 48 ore, episodi di sciacallaggio. Ed è proprio l’azienda che la produce, Angelini Pharma, che negli anni Duemila ha rilevato il marchio e lo stabilimento genovese di Casella, a schierarsi pubblicamente sottolineando di non operare alcun rincaro.

In situazioni di emergenza, è ormai purtroppo risaputo, non manca chi prova a far leva su paure e timori, che in certi casi dilagano in psicosi, per guadagnare. È il caso, per esempio, dei finti volontari di pubbliche assistenze o finti medici che inviano sms o bussano alle porte dicendo di essere stati inviati per fare inesistenti tamponi per accertare la presenza di coronavirus, tentando di entrare nelle case per truffare soprattutto gli anziani.

Quando si passa ai gel igienizzanti (e delle mascherine), però, in certi casi si è assistito a vero e proprio sciacallaggio, come sottolineato anche dal governatore ligure, Giovanni Toti, che ha tuonato da Facebook tutta la sua disapprovazione, e come sospettato anche dalla procura di Milano, che ha aperto un’inchiesta per accertare se suscita il reato di “manovre speculative su merci”.

Flaconi più o meno grandi venduti a peso d’oro e prezzi online che schizzano alle stelle (con Amazon che chiarisce che «I partner di vendita stabiliscono i prezzi dei loro prodotti nel nostro store e abbiamo delle regole per aiutarli a definire tali prezzi in modo competitivo. Monitoriamo attivamente il nostro store e rimuoviamo le offerte che violano le nostre regole») e a poco serve l’ironia di meme in cui l’Amuchina viene paragonata allo champagne  o alla nuova “droga” venduta dai pusher: c’è chi, preso dall’ansia, accetta di pagare prezzi esorbitanti.

Il colosso farmaceutico Angelini Pharma ha quindi deciso di fare chiarezza: «È aumentata l’attenzione dedicata all’igiene delle mani e delle superfici. La percezione dell’emergenza del diffondersi del virus ha portato quindi a un incremento della richiesta di Amuchina, che l’azienda è impegnata a soddisfare sia aumentando la propria capacità produttiva sia riorganizzando le attività industriali al fine di dedicarsi prevalentemente alla produzione di disinfettanti. In particolare Angelini Pharma ha aumentato la produzione nello stabilimento di Ancona e ha focalizzato la fabbrica di Casella sulla produzione di disinfettanti esternalizzando i detergenti».

Cuore della produzione di Amuchina è dunque lo stabilimento genovese, dove la filiera è stata concentrata sui disinfettanti per soddisfare la richiesta crescente e rifornire non soltanto farmacie e negozi specializzati in cura della persona, ma anche le strutture sanitarie che hanno bisogno di scorte per far fronte all’emergenza. 

«Angelini Pharma ritiene opportuno precisare che il prezzo ai propri canali diretti di tutti i prodotti a marchio Amuchina è rimasto invariato e non ha subito alcuna variazione rispetto al periodo pre-epidemia da coronavirus - ha quindi specificato l’azienda, che si è detta «totalmente estranea ad alcuni ingiustificati rincari rilevati dai consumatori e segnalati anche dai media, verso i quali esprime una ferma condanna confermando di adoperarsi costantemente per assicurare che il prodotto raggiunga esclusivamente fornitori qualificati».

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Lo stabilimento di Casella si estende su una superficie di 17.000 metri quadrati, e vi lavorano 37 persone. Nello stabilimento si producono, a regime normale, 6 milioni di litri di Amuchina l'anno, pari a circa 8 milioni di confezioni nei vari formati, cifre aumentate esponenzialmente da quando il coronavirus è arrivato ufficialmente in Italia.

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