Cinghiali all'Albergo dei Poveri, iniziate le operazioni di cattura

Sempre di più le persone che si fermano a guardare i cinghiali rinchiusi nel recinto, chi incuriosito, chi intenerito, molti chiedono con forza che non vengano soppressi

Marina è davanti al recinto dalle 5 del mattino, per un presidio che va avanti da sabato, e cioè da quando la femmina di cinghiale e i 10 cuccioli diventati ormai le mascotte di Castelletto sono stati rinchiusi nel giardino davanti all'Albergo dei Poveri, poi transennato, in attesa di capire il loro destino. Che potrebbe essere la cattura e la liberazione in spazi più adeguati, lontani dal centro abitato, o nell'ipotesi peggiore la soppressione, quello che poi teme Marina, e con lei tutti i volontari che ormai da giorni tentano di salvare la famigliola: «Ma la colpa di quanto sta accadendo è anche di chi ha dato loro da mangiare nei giorni scorsi, rendendoli quasi domestici e condannandoli a morte. Noi abbiamo fatto di tutto per tenerli al sicuro, siamo anche stati costretti a dare loro qualcosa da mangiare, altrimenti senza acqua e senza cibo per due giorni sarebbero morti di stenti».

Con il trascorrere delle ore sono sempre di più le persone che si fermano a guardare gli esemplari rinchiusi nel recinto, chi incuriosito, chi intenerito, chi deciso a dare loro qualcosa da mangiare: un l'iniziativa che sabato scorso a un pensionato è costata cara, e di cui dovrà rispondere penalmente, dopo che dallo scorso febbraio nutrire gli ungulati è diventato un reato. E la loro presenza ha creato anche qualche problema all'Università: il recinto chiude di fatto l'ingresso a uno dei dipartimenti, costringendo studenti e docenti ad accedere dall'altro lato dell'Albergo dei Poveri, e nella disperata ricerca di cibo gli animali hanno sollevato zolle di terra ed erba distruggendo il giardino, tanto da spingere un professore a prendere in considerazione l'idea di presentare un esposto in Procura per "interruzione di pubblico servizio". 

Ma la sorte della famigliola di cinghiali sta a cuore a tanti, e quando, intorno alle 9.30, sono arrivati gli uomini della Provinciale e la polizia, in molti hanno chiesto rassicurazioni sul fatto che verranno catturati e poi liberati in un posto sicuro. Il trasferimento, assicurano gli agenti, è previsto per metà mattinata, anticipato rispetto ai tempi iniziali che lo avevano fissato per domani. E infatti verso le 10,30 sono iniziate le operazioni per mettere gli animali nelle gabbie, portate avanti con un po' di difficoltà dagli uomini della Provinciale e dagli agenti della polizia in supporto, che con il cibo sono riusciti ad attirare 8 dei 10 cuccioli in una gabbia, mentre la mamma e gli altri 2 cuccioli, innervositi e impauriti, sono riusciti a scavalcare la recinzione a fuggire verso corso Dogali.

Anche una volta stabilito il loro futuro, però, la questione non sarà affatto risolta, almeno dal punto di vista della gestione degli ungulati, sempre più numerosi e sempre meno timorosi dell'uomo, soprattutto all'inizio della stagione turistica: la soluzione dovrà arrivare da Comune, Regione e Città Metropolitana, che proprio stamattina hanno organizzato un incontro.

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