Albaro: un'insegna le illumina la casa, ma per il Comune è tutto regolare

Una nostra lettrice ci espone il caso di via Cocito, ad Albaro, dove una farmacia apponendo la seconda croce luminosa facoltativa illumina l'interno di molti appartamenti. Ma per il Comune è tutto regolare

Ritornare a casa e ritrovarsi una discoteca al posto del salotto. E’ successo alla nostra lettrice Alessandra Grassi, residente in via Nizza, ad Albaro.

Lo scorso 23 dicembre al suo rientro nella propria abitazione Alessandra si è trovata la camera illuminata da una prepotente luce verde emanata da una insegna luminosa apposta dalla sottostante farmacia come ritrae la foto.

Immediato lo stupore della famiglia così come quello dell’intero condominio, visto che si tratta della seconda e facoltativa insegna luminosa dell’esercizio posta lì per motivi pubblicitari. Alessandra e i vicini di casa si sono subito mossi per chiedere spiegazioni, in un primo momento la dottoressa si è resa disponibile spegnendola di notte e abbassandola leggermente, ma l’effetto non è cambiato molto e dal 1 giugno la luce verde è tornata anche nelle ore notturne.

In sintesi la risposta del Comune è che la farmacia è in regola con tutte le documentazioni e che il fastidio arrecato non può bastare per togliere la seconda insegna luminosa. L’unica via da intraprendere quindi sarebbe quella legale, con i costi che comporta.

Come prima cosa infatti Alessandra e altre otto persone abitanti nei due condomini e un titolare di un esercizio commerciale della via avevano spedito una lettera alla Farmacia Nizza di via Cocito, con in copia l’Ufficio Pubblicità del Comune di Genova. Questo il testo:

Gent.ma Dott.ssa Castello,

la presente per far valere i nostri diritti secondo quanto previsto nell’art. 7 del Regolamento per l’applicazione del canone per l’installazione di mezzi pubblicitari qui di seguito riportato:

7. In ogni caso le  autorizzazioni si intendono rilasciate facendo salvi gli  eventuali  diritti di terzi,  nonché  ogni  altra  autorizzazione di competenza di altre Autorità  od Enti che dovrà essere preventivamente richiesta dagli interessati.

Siamo pertanto a richiedere la rimozione della seconda e facoltativa Croce Luminosa posta sul marciapiede di fronte alla Farmacia, in quanto arreca disturbo,  oltre che all’interno di  diversi appartamenti ed esercizi commerciali, anche alla visuale stradale a causa dell’intensa luminosità in continuo movimento.

Non è altresì accettabile uno spostamento della stessa lungo il medesimo marciapiede, in quanto, già dove è posizionata attualmente, provoca fastidio ai due palazzi posti di fronte ad essa.

Questa la risposta del 24 maggio 2012 del Comune di Genova, Ufficio Affissioni Pubblicità, che di fatto dichiara legittima la seconda croce luminosa della farmacia.

In riferimento alle note del 21-4 e 18-5-2012 relative a quanto indicato in oggetto, si ribadisce quanto già comunicato al Commissario di Polizia Municipale Giovanni Pompili (il quale, interessato dalla questione dal sig. Luca Grassi, ha confermato di non ritenere l’insegna in oggetto un pericolo per i veicoli in transito pur essendo molto luminosa) in data 24-4-2012.

Dopo un attento riesame della documentazione relativa alla pratica, la scrivente Direzione non ha ravvisato sussistere le condizioni per poter avviare una pratica di revoca dell’autorizzazione in questione. Infatti la stessa è stata rilasciata dopo aver accertato la sussistenza di tutti i requisiti prescritti dalla normativa vigente ed aver ottenuto i pareri tecnici necessari. Anche per ciò che riguarda la luminosità dell’impianto, esiste copia della dichiarazione della ditta installatrice del mezzo luminoso che certifica l’applicazione della normativa tecnica prescritta – norme Cei.

Si resta comunque a disposizione per ogni eventuale ulteriore necessità, segnalando che, qualora si ritenga di far valere eventuali diritti soggettivi o interessi legittimi, tale azione dovrà essere intrapresa nei confronti del soggetto che ha esposto il mezzo pubblicitario in questione, che, si ribadisce, è stato regolarmente autorizzato da questa Direzione.

Questi i documenti mandati gentilmente a Genova Today dalla nostra lettrice che ci ha chiesto un aiuto e come rifiutarsi?

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«Ho già scritto al Comune di Genova Ufficio Insegne per chiedere la revoca del permesso – si sfoga Alessandra-  mi hanno  risposto che la documentazione della farmacia è a posto e, anche se l'ok del comune è dato "fatti salvi i diritti di terzi", se vogliamo far valere questi diritti dobbiamo pagare un avvocato. Trovo ingiusto che per far valere i propri diritti un cittadino debba perdere così tanto tempo (sono ormai sei mesi che combattiamo senza risultati) e avere così tanti fastidi. Nella lettera di risposta è nominato anche mio marito, che aveva già preso contatti con i Vigili e segnalato la questione, ma anche lì si è risolto tutto in un buco nell'acqua. Il tutto si completa con una chiacchierata telefonica nella quale un funzionario del Comune ufficio insegne mi dice che, se fosse nei miei panni avrebbe sicuramente fatto quello che ho fatto io, purtroppo loro hanno le mani legate in quanto i diritti di terzi rientrano nelle "liti" fra privati, per questo, per far valere i nostri diritti dobbiamo rivolgerci ad un legale. L'unico suggerimento che mi ha dato questo funzionario è stato quello di rispondere al Comune contestando la  loro risposta. Infine ho chiamato oggi un negozio che tratta insegne luminose, mi hanno detto che un loro cliente è stato costretto a rimuovere l'insegna messa da loro dopo aver perso una causa intentata dal condominio».

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