Massacrato sul bus perché ritenuto gay: è caccia al branco di aggressori

Carabinieri al lavoro per risalire al branco che lo scorso 14 luglio ha massacrato di botte un 40enne sul bus, "accusato" di essere gay. Intanto Amt ha iniziato a collaborare con le indagini

Un'intera città sotto shock per la violenta aggressione subita da un 40enne sull'autobus, massacrato da un branco perché ritenuto gay. La notizia è trapelata nei giorni scorsi, ma il fatto risale al 14 luglio.

I carabinieri, che indagano sull'aggressione, stanno analizzando le telecamere di zona, per cercare elementi utili all'identificazione dei responsabili. Quando si è verificata l'aggressione, la vittima era sull'autobus con un amico inglese, quando è stato prima insultato e poi picchiato violentemente, forse anche con una cinta, da un gruppo di sei persone, tra cui due ragazze. L'autista, accusato di favoreggiamento, ha riferito di non aver assistito alla scena.

A tal proposito è intervenuta l'azienda Amt che in serata ha precisato "su richiesta dell'Arma dei Carabinieri ha fornito le informazioni in suo possesso utili all'indagine. Qualora emergessero nuovi elementi, Amt si riserva di adottare i provvedimenti più opportuni".

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Sul caso è intervenuto anche il sindaco Marco Doria: «Desidero esprimere la solidarietà, mia e della città, al quarantenne vittima della brutale aggressione avvenuta a Caricamento lo scorso 14 luglio. Auspico che presto venga fatta completa luce sull’episodio e che, altrettanto rapidamente, vengano individuati i responsabili di un pestaggio la cui matrice, per quanto la cosa sia da accertare in toto, appare omofoba. Da sempre Genova è luogo e anima della tutela dei diritti e delle differenze e mai dovrà essere ostile a qualsiasi forma di libertà o di espressione. Anche la recente edizione dello Human Pride ne è stata positiva conferma».

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