Anomalia in volo, aereo scarica carburante sopra il mar Ligure: «Nessuna traccia di inquinamento»

Al centro della vicenda un Airbus di Alitalia partito da Malpensa lunedì pomeriggio e diretto a Tokyo: sopra il Trentino ha avuto un problema che ha spinto i piloti a effettuare una manovra di "fuel dumping"

Immagine di archivio

Decine di tonnellate di cherosene scaricati davanti alle coste liguri nel corso di una manovra d’emergenza: è successo lunedì pomeriggio, protagonista un Airbus A330 di Alitalia partito dall’aeroporto di Malpensa e diretto al Narita di Tokyo.

L’aereo, come evidenziato anche dagli esperti di “Aeroporti lombardi”, avrebbe avuto qualche problema poco più di un’ora dopo il decollo, e dunque intorno alle 17: un’anomalia tecnica che ha spinto i piloti a volteggiare prima sopra il Trentino, e poi a fare marcia indietro e a dirigersi verso il mare per una procedura di "fuel dumping", letteralmente di “scarico carburante”. Da lì, in sicurezza, l'aereo ha virato verso Malpensa per atterrare, far scendere i passeggeri e farli salire su un altro volo.

Indagini dell Capitaneria di Porto: «Nessuna traccia di inquinamento in mare»

Nonostante i timori suscitati dalla notizia, non ci sarebbero attualmente pericoli per l'ambiente, come confermato anche dalla Capitaneria di Porto. Il fuel dumping è una manovra d'emergenza, prevista e legittima in casi di questo genere, con cui l’aereo, in caso di necessità, può scaricare nell'atmosfera il combustibile in eccesso prima di effettuare un atterraggio. La manovra è stata eseguita a circa 35 miglia dalla costa ligure, nei pressi del Santuario dei Cetacei, come noto un'area protetta di grande valore naturalistico e ambientale, con un rilascio di diverse tonnellate di carburante che in gran parte dovrebbe essersi nebulizzato in aria non impattando direttamente sul mare.

Il rilascio, infatti, sarebbe avvenuto a 15mila piedi di altezza, quando il limite per eseguire la manovra è di 6mila piedi. È inoltre avvenuto a 250 km di velocità, quella stabilità dal regolamento aereo, e trattandosi di carburante molto volatile la stragrande maggioranza dovrebbe essersi volatilizzata nell'aria. La Capitaneria ha anche effettuato alcuni sorvoli con l'elicottero, chiedendo i dati del satellite predisposto al monitoraggi dell'inquinamento in mare, senze rivelare alcuna traccia di inquinamento.

Regione: «Situazione monitorata da vicino, nessuna chiazza oleosa»

Sull'accaduto, come detto, sta compiendo accertamenti la Capitaneria di Porto insieme con Arpal. Al momento non sembrano però esserci campanelli d'allarme riguardo a sversamenti di carburante in mare in quantità preoccupanti, come confermato anche dalla Regione: «Sul mar Ligure non sono presenti chiazze oleose. È questo il risultato dei sorvoli effettuati durante le ore del mattino da parte della Capitaneria di porto, dopo la notizia di uno scarico di carburante da parte di un aereo partito da Milano e diretto a Tokyo, costretto a questa operazione a causa di un problema tecnico. Sul Mar Ligure sono state rilevate solo alcune iridescenze, che non si sa se siano imputabili all’evento in questione»

Regione Liguria, confermano da via Fieschi, è rimasta costantemente in contatto con tutti gli enti coinvolti per verificare cosa fosse accaduto ed eventuali ripercussioni sul territorio e sul mare: secondo l’Enac, il carburante, secondo la procedura standard consolidata e certificata, è stato scaricato in volo ad una quota superiore ai 16mila piedi. 

Arpal fa sapere che i tecnici dell’Agenzia, in accordo con la Capitaneria, hanno comunque effettuato alcune sommarie considerazioni di carattere generale, partendo dalle informazioni minime a disposizione di Capitaneria di Porto ed Enac.

Dall’analisi dei dati modellistici di temperatura al suolo e dalla letteratura scientifica sul tema del rilascio di combustibile appare cautelativo ritenere che gran parte del materiale si sia volatilizzato e solo una piccolissima percentuale (nell’ordine dello 0,2%) del combustibile possa aver raggiunto - nella peggiore delle ipotesi - la quota al suolo sottostante l’intera area interessata dal rilascio.

In mattinata l'assessore regionale alla Pesca, Stefano Mai, ha rassicurato sul fatto che «sto seguendo la vicenda con molta attenzione insieme al presidente Giovanni Toti e a tutt ala giunta con grande preoccupazione per l'ambiente. Mi assicurerò che sia fatto tutto quanto è in nostra facoltà perché lo scarico del cherosene abbia le minor ripercussioni possibili sulla pesca nel mar Ligure».

Rete a sinistra e Liberamente: «Emergenza ambientale, Regione intervenga»

Sull'accaduto è intervenuto anche Gianni Pastorino, consigliere regionale di Rete a Sinistra, che in una nota congiunta firmata con Liberamente ha parlato di «emergenza ambientale che, indipendentemente dalle varie competenze, deve vederci agire per mettere in sicurezza le nostre coste, i nostri litorali e il nostro ecosistema marino».

«Abbiamo chiesto al presidente della Regione Toti e all'assessore con delega all'Ambiente e alla tutela del territorio Giampedrone di essere messi a conoscenza delle iniziative che saranno attuate a salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio ambientale da una possibile marea nera che si potrebbe depositare sulle nostre coste a seguito delle correnti marine - continua Pastorino - Certamente tutti ricorderemo con inquietudine l'incidente della superpetroliera VLCC Haven nel 1991 avvenuto nel tratto di mare davanti a Voltri, il più grande disastro ecologico nel Mar Mediterraneo. Non possiamo permettere che accada di nuovo, perché ciò avrebbe ricadute pesantissime non solo sull'ambiente, ma anche sul turismo e sulla qualità di vita delle persone che in Liguria vivono o transitano».

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Commenti (4)

  • Premesso che il Fuel Dumping e' una procedura che mira a salvare vite, nonostante l' accorata spiegazione del pilota, faccio fatica a credere che 80 (ottanta) tonnellate di kerosene non abbiano nessun impatto ambientale. Comunque ho intenzione di informarmi.

    • Will fidati, al suolo non arriva nulla poiché la manovra viene effettuata da procedura standard (quindi uguale in tutto il mondo) a 250 nodi (circa 400km/h) e ad una quota minima di 6000 piedi (circa 2000 metri), quindi si polverizza totalmente, non cade come un unico blocco. In questa circostanza è stata effettuata alla velocità prevista ma ad una quota di 15000 piedi (circa 5000 metri). Inoltre aggiungo che il pilota non effettua il fuel dumping dove vuole, ma in aree indicate dall’autorità aeronautica nazionale (in Italia l’ENAC).. e per il nord Italia è previsto si faccia sul Mar Ligure.

  • Da pilota rispondo a tutti quelli scandalizzati che il fuel dumping è una procedura di sicurezza prevista dalle normative ICAO e va fatta sul mare. A terra, delle tonnellate di Kerosene scaricate, non arriva nulla poiché si polverizza con la velocità, inoltre si tratta di kerosene rettificato che inquina meno dello scarico delle automobili presenti normalmente a terra...

  • Bene!... Ci voleva.

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