L'abbazia di San Giuliano riemerge dalle impalcature: «Presto l'inaugurazione»

Dopo anni di abbandono, l'edificio si è finalmente liberato della "gabbia" e si prepara a riaprire ai cittadini: il piano terra ospiterà mostre, esposizioni ed eventi culturali

Ci sono voluti quasi 25 anni (per l’esattezza 24), e un investimento da circa 6 milioni di euro, ma finalmente l’Abbazia di San Giuliano, gioiello di corso Italia, torna a splendere per la gioia di tutti i genovesi, che nell’ultimo weekend di settembre hanno potuto finalmente ammirarne la facciata senza le impalcature, diventate ormai parte integrante dell’architettura.

La conferma dell’imminente riapertura dell’edificio, costruito nel 1240 dai francescani e patrimonio artistico e culturale della città, è arrivata dal presidente del Municipio Medio Levante, Alessandro Morgante, che su Facebook ha annunciato che alla rimozione delle impalcature seguirà «l'inaugurazione del piano terra», l’unica parte che sarà accessibile al pubblico dopo la ristrutturazione e che verrà destinata a mostre, esposizioni ed eventi culturali. Il piano superiore diventerà invece la sede del Comando dei Carabinieri della sezione Tutela Patrimonio Culturale, che da Sant’Ignazio si trasferirà liberando gli spazi e tagliando le spese: un risultato importante, come ha sottolineato lo stesso Morgante, che si è detto «molto soddisfatto» di un passo avanti che finalmente libera l’abbazia dal limbo di degrado e abbandono in cui era caduta. Almeno in parte.

«Al momento la palla è in mano al segretariato ligure del Ministero dei Beni Culturali, che ha curato il restauro: sta a loro decidere la tempistica della riapertura, anche se mi hanno assicurato che è prevista nei prossimi mesi, sicuramente entro la fine del 2016, con una bella inaugurazione che coinvolgerà tutta la cittadinanza», ha spiegato Morgante a Today, aggiungendo che «l’abbazia è rimasta chiusa per troppi anni, per ragioni economiche e burocratiche, e di sicuro una volta riaperta contribuirà a rendere corso Italia ancora più appetibile a genovesi e turisti. Rimane da sciogliere il nodo della chiesa, ancora chiusa, ma perché di proprietà dei benedettini: dopo i problemi riscontrati nel tetto e in altre parti della struttura si è resa necessaria la chiusura precauzionale e conseguenti restauri, ma essendo proprietà privata se ne devono occupare i frati, il Comune e il Municipio possono fare poco a parte sollecitare l’avvio dei lavori».

Almeno di una vittoria, però, si può gioire: dopo tanti anni di abbandono l’abbazia verrà finalmente restituita, anche se parzialmente, ai cittadini, che ormai da troppo tempo si domandavano perché non potesse essere riqualificata. E che adesso, ormai vicini a tornarne in possesso, temono per il suo futuro: «La preoccupazione espressa da molti riguarda eventuali vandali che potrebbero prendere di mira la facciata appena ridipinta - conferma Morgante - E’ comunque mia intenzione parlarne con la Soprintendenza e spingerla a prendere in considerazione misure deterrenti, magari un sistema di videocamere di sorveglianza». 
 

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