Villa Pallavicini trionfa nella classifica Fai: è il "luogo del cuore" in Liguria

L'edificio e il parco realizzati su desiderio del marchese Pallavicini da Michele Canzio sono al 38esimo posto nella classifica generale del 2018, al primo in quella regionale

Sono stati oltre 10mila i genovesi (e non solo) che hanno risposto all’appello di Villa Durazzo Pallavicini, ed è grazie ai loro voti che l’edifico e il parco di Pegli si sono conquistati un posto nella classifica dei luoghi del cuore del Fai per il 2018.

Villa Pallavicini è infatti al 37esimo posto nella classifica generale (che conta su ben 37.237 luoghi partecipanti), e al primo in quella regionale: una grande soddisfazione per la direttrice, Silvana Ghigino, e per tutto il personale che vi lavora,  che ancora fa i conti con i danni causati dal vento lo scorso ottobre). Al secondon posto, per quanto riguarda la Liguria - e al 38esimo nella classica generale - ci sono l'oratorio della Santissima Trinità di Conio, Imperia, seguito da Villa Grock e dal suo parco, anche questo a Imperia.

Si tratta di un nuovo importante riconoscimento dopo il titolo di “Parco più bello d’Italia”, arrivato nel 2017, e la speranza è che aiuti il parco a crescere sempre di più dopo le novità del 2018, in primis la riapertura del Lago Grande per i giri in barca e il ritorno dei giochi d'acqua.

Gli 8 ettari che circondano la villa, d’altronde, nascondono moltissime sorprese: costruito per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, fu progettato e realizzato da Michele Canzio, scenografo del Teatro Carlo Felice e maestro presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti. 

Nella scheda che ha dedicato a Villa Durazzo Pallavicini, il Fai spiega che «i lavori che furono realizzati tra il 1840 e il 1846, anno dell'inaugurazione ufficiale anche se proseguirono ancora qualche tempo, diedero compimento ad un'opera considerata oggi tra le più alte espressioni di giardino romantico ottocentesco, grazie all'ingegno di Michele Canzio che ha composto un itinerario esoterico-massonico, articolandolo su una struttura scenografica melodrammatica, composta da un prologo, un antefatto, tre atti di quattro scene ciascuno e un esodo finale». 

Il parco è diventato un bene comunale nel 1928, quando la principessa Matilde Giustiniani lo ha donato al Comune di Genova. Dopo decenni di abbandono, nel 2010 è partito un restauro che si è concluso nel 2016 con la riapertura integrale del parco e l’affidamento a un’associazione temporanea di imprese composta dall'Aps Amici di Villa Durazzo Pallavicini, dalla Cooperativa Sociale L'Arco di Giano e dallo Studio Ghigino & Associati architetti, che si occupa sia della manutenzione sia della gestione turistica.

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