A Villa Durazzo Pallavicini arrivano gli "angeli custodi" del Marsano

Dal 18 febbraio gli studenti dell'Agrario si occuperanno della manutenzione del "parco più bello d'Italia" in compagnia dei giardinieri qualificati. E ci si prepara alla riapertura al pubblico

Strappano erbacce, zappano, piantano, innaffiano, si prendono cura di gemme e germogli con passione e dedizione: sono gli studenti dell’Istituto Agrario Marsano, giovanissimi “angeli custodi” del verde cittadino, che da lunedì sono all’opera anche in uno dei gioielli di Genova. E cioè il parco storico di Villa Durazzo Pallavicini di Pegli, eletto il più bello d’Italia nel 2017 e recentemente entrato a far parte dei luoghi del cuore del Fai.

Prima promotrice di questa collaborazione è stata la direttrice del parco Silvana Ghigino, architetto e professoressa ordinaria di Restauro del Giardino Storico all'Università di Genova: è stata lei a curare il lungo restauro della Villa, da poco concluso, ed è lei a sovrintendere la gestione generale del parco insieme con l’Aps Amici di Villa Durazzo Pallavicino e dalla Cooperativa Sociale L’Arco di Giano. Sempre lei, ormai qualche anno fa, ha intuito i benefici che una collaborazione con l’Agrario avrebbe apportato sia agli studenti sia al parco.

«Sin dall’inizio mi sono resa conto che valeva la pena coinvolgere l’istituto Agrario Marsano, che oggi conta sulle sedi di Molassana e di Sant’Ilario - spiega Ghigino - Sono i luoghi in cui vengono formate le persone che poi si ritrovano in un parco come quello di Villa Durazzo Pallavicini. I professori sono stati molto lungimiranti e si sono subito messi a disposizione, e così abbiamo iniziato già lo scorso anno con grande successo a ospitare gli studenti nel nostro parco».

I ragazzi daranno una mano ai giardinieri nella manutenzione sino alla fine delle scuole: tutte le classi a turno trascorreranno almeno due giornate nel parco, con appuntamenti bisettimanali, solitamente il lunedì e il martedì. Il primo della stagione è stato lunedì 18 febbraio, e i primi studenti (accompagnati da un docente responsabile e dai giardinieri del parco) si sono occupati della pulizia del sottobosco. 

«È un compito molto gravoso, ma ci rendiamo conto non sempre stimolante, quindi i nostri giardinieri alternano compiti di questo tipo ad altri più impegnativi - conferma Ghigino - Quando vedi i ragazzi all’opera di rendi immediatamente conto di quali siano i più dotati e motivati. Posso semplificare dicendo che le ragazze sviluppano subito un legame empatico con il parco e con ciò che le circonda, fanno più attenzione ai dettagli. I ragazzi, invece, preferiscono passare subito al lavoro manuale, vedere le cose cambiare davanti agli occhi».

Nelle prossime settimane gli studenti verranno via via coinvolti in compiti legati alla “stagionalità” del parco, che riaprirà ufficialmente al pubblico il primo marzo. Febbraio è però il mese in cui inizia la fioritura delle camelie nel camelieto più antico d’Italia, un momento magico per Villa Durazzo Pallavicini, e gli scorsi 16 e 17 febbraio sono partite le visite guidate proprio in compagnia della direttrice, che si ripeteranno anche il 23 e 24 marzo.

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Nel frattempo continuano i lavori di manutenzione, superata l’emergenza causata dalla tempesta dell’ottobre 2018: «I nostri giardinieri sono incredibili, hanno lavorato moltissimo e si sono dedicati con tutte le loro forze a rimediare ai danni causati da vento e maltempo - conferma ancora Ghigino - Purtroppo abbiamo perso la nostra sughera secolare, ma l’abbiamo tenuta nel parco per ricordare quanto accaduto. E ne abbiamo già piantata un’altra che abbiamo intitolato a Dorotea, una bimba che ha compiuto da poco un anno e i cui genitori hanno finanziato l’acquisto: è il secondo albero che piantiamo con queste modalità, e ci fa molto piacere. Nel bacino della Rimembranza una grande radice ha alzato parte del manto erboso, e questa settimana i restauratori inizieranno il loro lavoro. Ritengo che un giardino in ordine sia bello anche se subisce le problematiche del meteo, e siamo molto contenti che oltre 10mila persone abbiamo voluto premiarci eleggendoci luogo del cuore Fai».

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