Villa Croce, rottura sponsor-Comune. Gli Amixi: «Ritiriamo il sostegno»

L'associazione di privati appassionati di arte contemporanea che dal 2013 sostiene anche economicamente il museo si chiama ufficialmente fuori: «Persa completamente l'identità»

Rottura netta tra Comune e gli Amixi di Villa Croce, l’associazione che racchiude gli sponsor e i sostenitori del Museo di arte contemporanea di Genova: dopo le polemiche con la società Open Srl, cui è stata affidata la gestione del parco e del polo museale, gli “Amixi” hanno ufficialmente annunciato la decisione di non supportare più (e dunque non accollarsi neppure gli oneri economici) il museo.

«Abbiamo deciso di interrompere il sostegno al museo di Villa Croce, rimanendo disponibile a valutare eventuali future proposte legate all'arte contemporanea, nell'ambito del territorio della Città Metropolitana», si legge in una nota firmata da Andrea Fustinoni, presidente degli Amixi, associazione che dal 2013 collabora alla gestione del museo insieme con il Comune (e la società Open, vincitrice dell’apposito bando) e la Fondazione Palazzo Ducale. 

Una commistione di pubblico e privato che, per gli Amixi, pende eccessivamente dalla parte del privato: «Il programma 2018 è fermo per la mancanza di direttive chiare riguardo alla governance, viene ostacolato il programma del curatore Carlo Antonelli (che nel frattempo ha lasciato l’incarico, ndr), sono stati rimossi tutti i dipendenti comunali lasciando il museo in mano a una gestione esclusivamente privata», scriveva l’associazione lo scorso maggio in un appello firmato da numerose personalità del mondo della cultura nazionale e internazionale e pubblicato sul sito del museo di Villa Croce, finanziato e gestito sempre degli Amixi.

All’appello era seguita, lo scorso 23 maggio, una mail indirizzata al sindaco Marco Bucci in cui si puntava il dito contro alcune dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’assessore comunale alla Cultura, Elisa Serafini, che aveva difeso l’operato della Open Srl annunciando l’intenzione di lavorare per il rilancio del museo con ogni mezzo possibile. Ma la mancanza di comunicazione sembra avere portato questo modello di gestione pubblico-privato alla rottura: «Convocheremo un'assemblea con gli associati per valutare insieme quale strada percorrere come Amixi - prosegue la nota firmata da Fustinoni - Resta il rammarico che Villa Croce, dopo la visibilità acquisita in cinque anni di mostre internazionali, incontri con nomi importanti tra i protagonisti dell'arte contemporanea e conferenze di prestigio, abbia perso completamente la sua identità per diventare tutto, tranne che un Museo d’Arte Contemporanea».

Da gennaio 2018, mese in cui si è insediato il nuovo curatore Carlo Antonelli, a oggi, Villa Croce ha ospitato esclusivamente una mostra (l’altra, “Finestre Meridiane”, era stata inaugurata ancora nel 2017): “Vita, morte, miracoli, L’arte della longevità” è stata definita la “mostra-manifesto” di Antonelli e Anna Daneri, e si è chiusa lo scorso uno maggio. A oggi, dunque, Villa Croce resta un contenitore di eventi in attesa dell'annunciato rilancio della collezione permanente. 

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