Tornano le velelle sulle coste genovesi: cosa sono e perché si spiaggiano

Già avvistati soprattutto a ponente i primi spiaggiamenti

Dopo il maltempo, le velelle: è un classico primaverile, che si propone anche quest'anno, con i primi spiaggiamenti che si vedono (e si sentono) soprattutto a ponente.

Il caratteristico cattivo odore delle velelle

In genere questo organismo è caratterizzato dall'odore decisamente sgradevole che emana una volta arrivato sulle nostre spiagge, ma perchè?

La risposta è presto data: perché spiaggiandosi le velelle muoiono, e vanno in decomposizione.

Cosa sono le velelle

La velella velella, detta anche "barchetta di San Pietro", è una colonia di idrozoi della famiglia Porpitidae. Spesso viene ritrovata in tutti gli oceani, sulle rive o al massimo a 1-2 cm di profondità nell'acqua, con una preferenza per le acque calde o temperate. 

È dunque un organismo che vive praticamente in superficie, con una cresta simile a una "vela" che - con il vento - la trasporta verso il largo o verso la riva.

Si tratta di un animale carnivoro che cattura la sua preda, generalmente plancton, tramite i tentacoli che contengono tossine (innocue per l'uomo). La sua forma è simile a un dischetto ovale dal diametro di 4-7 centimetri, sormontato da una cresta verticale che sembra una vela, da qui il nome "velella".

Perché si spiaggiano

Come abbiamo spiegato, con la loro cresta sono sospinte dal vento e dunque, con i venti che arrivano da sud, vengono portate sulle coste della Liguria. Arrivando a terra, si spiaggiano e muoiono, decomponendosi ed emanando quel caratteristico cattivo odore che nausea tante persone ma che al contempo è sinonimo di primavera in arrivo, e di acque pulite.

I molluschi trovati accanto alle velelle

A volte, accanto alle velelle, si trovano anche molluschi con la conchiglia simile a quella di una chiocciola: si chiamano Janthina Pallida, e vivono in simbiosi con le "barchette di San Pietro", di cui peraltro si nutrono anche.

Molti gli esperti che hanno studiato il fenomeno di interazione tra le Janthina e le velelle, scoprendo che le prime, durante la crescita vivono di fatto attaccate alla “lamina” blu delle seconde, nutrendosi con loro e lasciandosi trascinare durante la migrazione.

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Ritrovarle sulla spiaggia, in mezzo alle velelle, non è inconsueto, anzi: al momento di riprodursi, il mollusco si stacca dal suo “ospite” ma rimane nella marea, in modo che alla nascita i nuovi esemplari possono subito trovare una nuova “zattera” cui attaccarsi per riprendere il ciclo.

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