Turismo, albergatori genovesi tra chiusure e rinascita:  «Puntiamo sul digitale»

La ricetta di Confindustria per cavalcare la nuova vocazione turistica della città: innovazione e capacità di adattarsi alle esigenze dei nuovi turisti

Il rilancio di Genova passa soprattutto dal turismo: questo il messaggio che Comune, Regione e associazioni di categoria stanno diffondendo ormai dai mesi, soddisfatti nel vedere il capoluogo ligure preso d’assalto dai visitatori durante i ponti e nelle settimane di Euroflora, oltre che protagonista di diversi approfondimenti su riviste e quotidiani esteri. Tra tanta luce, però, spunta anche qualche ombra, legata principalmente alle strutture ricettive.

Luci e ombre della nuova vocazione turistica

Dal punto di vista degli alberghi, infatti, le presenze (e dunque gli incassi) sembrano restare legati alla stagione, con conseguenti difficoltà a gestire i costi durante i mesi invernali, quando la città scende nella classifica delle mete preferite dai turisti. Ne è una dimostrazione il dato presentato in Comune secondo cui dal 2015 a oggi hanno chiuso i battenti 8 alberghi, ultimo "eccellente" l'Astoria di piazza Brignole, uno dei quattro stelle del capoluogo ligure: dallo scorso ottobre porte sbarrate da assi di legno e sparizione dai principali portali di prenotazione online, che in questi giorni, invece, riportano le strutture complete quasi al 100%.

I motivi sarebbero di natura contrattuale: la società che possiede il palazzo non avrebbe trovato un accordo economico con i gestori per il rinnovo della concessione, spingendoli a gettare la spugna. E questo nonostante la posizione strategica dell’hotel, a poca distanza dalla stazione Brignole e dal centro città e dunque particolarmente appetibile per i turisti. In un’epoca di Airbnb, scambio casa e dimore d’epoca trasformare in ostelli e b&b di lusso, qual è dunque la situazione i cui operano le strutture turistiche tradizionali di una città in trasformazione?

Confindustria: «Genova si consolida come città turistica»

«Parlando di aperture e delle chiusure, ho sempre detto che in molti casi derivano da dinamiche interne e gestione dell’azienda: la maggior parte delle strutture che chiudono lo fanno perché non sono riuscite a trovare un accordo con i proprietari degli immobili - spiega Laura Gazzolo, vicepresidente Confindustria Turismo e proprietaria dell’AC Hotel di corso Europa - Quello che è importante sottolineare è che non si chiude perché la città non dà riscontro: Genova sta continuando nel suo sviluppo turistico, ed è ora in una fase di consolidamento della sua vocazione turistica. Ovviamente ci sono ancora tante cose da perfezionare, ma ci siamo appena lasciati alle spalle due mesi interessanti, le cose sono andate piuttosto bene».

Aprile, in particolare, è stato contraddistinto dalla prima edizione di Euroflora nei Parchi di Nervi: la manifestazione è tornata a Genova dopo 7 anni di assenza, e la scelta della giunta Bucci di cambiare location e abbandonare la Fiera è stata prima messa in dubbio, poi contestata (principalmente per questioni legate alla mobilità e ai costi) e poi, raggiunto il risultato auspicato, applaudita. Non è stata però la kermesse floreale a fare la differenza per quanto riguarda gli alberghi: «Non possiamo dire che sia un evento che fa numeri straordinari - ammette Gazzolo - Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di turismo “mordi e fuggi”, persone che fanno tutto in giornata. Ma non è mancato chi ha approfittato dell’occasione per visitare la città. Dobbiamo anche tenere conto del fatto che la manifestazione è andata in concomitanza con i ponti di aprile e maggio, in cui noi lavoriamo bene. Ma di sicuro la direzione presa è quella giusta».

Albergatori genovesi poco al passo con i tempi

A oggi del network Confindustria Genova fanno parte dieci alberghi, di cui due 5 stelle e i restanti 4 stelle, «tutte strutture medio-grandi, sopra le 100 camere, che spesso ospitano convegni e congressi - spiega Gazzolo - Sono alberghi frequentati soprattutto da famiglie. Gli italiani continuano a venire, e negli ultimi anni abbiamo molte persone provenienti dal Nord Europa, parecchi inglesi e tantissimi francesi: questi ultimi, soprattutto, sono aumentati in maniera esponenziale. Sono, come dicevo, soprattutto famiglie, ma stiamo tentando di attirare anche i giovani. Il turista è la figura che più è cambiata negli ultimi tempi, e se è giusto che abbia la massima scelta possibile quando si tratta di scegliere dove soggiornare, è altrettanto giusto che gli albergatori vadano loro incontro e si adeguino al tempo che passa».

Tradotto in parole povere: se il turista del 2018 sceglie e prenota l’hotel su internet attraverso i portali specializzati, e si basa soprattutto sulle recensioni per prendere la sua decisione, l’albergatore dovrebbe a sua volta votare parte dei suoi sforzi al digitale, in modo da rispondere alle esigenze del cliente.

«Noi albergatori dobbiamo guardarci bene intorno, e magari smettere di pensare che i clienti che entrano sono quelli che abbiamo - conferma Gazzolo - Dobbiamo andarci a prendere quelli che non vengono: l’albergatore, soprattutto a Genova, ha la tendenza a mantenere i suoi servizi, ma i clienti sono cambiati, e non possiamo essere reticenti al cambiamento. Detto questo, siamo contenti della direzione presa negli ultimi tempi, e molto fiduciosi anche per l’estate: siamo certi che lavoreremo bene».

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