Natale, anche a Genova la "febbre da regali": centro invaso per i doni last minute

Borse, abbigliamento e tecnologia sotto l'albero dei genovesi, che tornano nei negozi di quartiere per i doni. Per pranzi e cenoni, inno alla tradizione: cima, ravioli e cappone, un menù appoggiato anche dai più giovani

Calca in via XX Settembre la mattina della vigilia

C’è chi ha iniziato a pensare ai regali già a gennaio 2018, comprando una t-shirt qui e un braccialetto là e tenendoli da parte per le feste, e chi invece al 24 mattina ancora non ha comprato nulla, e si ritrova adesso a correre per la città in cerca di soluzioni last-minute. Anche a Genova la “febbre” da regali di Natale ha raggiunto l’apice in queste ore, e già a partire dalle prime ore della Vigilia di Natale, dopo un intero weekend di acquisti, i negozi del centro città erano presi d’assalto, così come i supermercati e i mercati rionali per l’acquisto dei prodotti per i menù di pranzi e cene.

«Ho comprato la maggior parte dei regali online con qualche settimana di anticipo, poi ho dedicato un pomeriggio per completare gli acquisti con qualche pensierino che non si trova facilmente su internet - spiega Davide, 33 anni - Altre volte è successo di comprare tutti i regali, o almeno una buona parte, il giorno della vigilia, ma quest'anno, fortunatamente, ho completato tutto con una settimana di anticipo». 

Lo shopping online, da qualche anno a questa parte, è d’altronde diventato uno dei metodi privilegiati per i doni natalizi, anche se un recente studio di Confesercenti ha evidenziato che in questo Natale 2018 le persone tendono a preferire i negozi veri a quelli virtuali, anche a Genova: particolarmente affollati, quest'anno, i mercatini natalizi genovesi, da quello di Cna allestito a De Ferrari a quello di piazza Matteotti passando per piazza della Vittoria, Campetto e il nuovo Cactus Market dei Giardini Luzzati, dedicato agli artigiani.

I regali di Natale dei genovesi

«Io ho acquisto parecchie "strenne" ai mercatini e nei negozietti del centro storico - conferma Francesca, 31 anni - Mi piace dare un tocco personale ai regali di Natale, e online è molto difficile farlo. Mi è anche sembrato di vedere molta più gente in giro quest'anno». Un'impressione che conferma i dati raccolti da Confesercenti sulle intenzioni d'acquisto: nel 2018 sono circa 8,5 milioni gli italiani che hanno cercato o che cercheranno in queste ultime ore il regalo da mettere sotto l’albero osservando le vetrine dei negozi di quartiere, circa 2 milioni in più rispetto allo scorso anno.

«Tenendo conto di tutti i fattori che quest'anno giocano contr,o come in generale incertezza a livello politico nazionale e in particolare la situazione di Genova, tra crollo e mareggiate, il Natale non è stato così negativo come si temeva - conferma Manuela Carena, vicepresidente Federmoda Confcommercio - L'atmosfera creata in tutta la città ha aiutato molto, e negli ultimi 10, 15 giorni si è registrato un recupero. I capi e gli articoli più venduti sono borse, anelli, lingerie di seta, ma anche corsi di inglese»

Il pranzo di Natale dei genovesi

Per quanto riguarda pranzi e cenoni, complice forse il primo Natale dopo la tragedia del Morandi e la voglia di condividere con chi è più chiaro momenti all'insegna della serenità e della vicinanza, i genovesi sembrano non voler badare a spese: «Il Natale è sempre tradizionale, e la maggior parte dei genovesi sceglie di comprare nelle botteghe - spiega Stefano Vagge, presidente di Fiesa Confesercenti e titolare di una macelleria al mercato coperto di via Isonzo - Chi viene da noi ordina cima, il ripieno per ravioli, la carne per fare il classico "tuccu" alla genovese, il cappone, e da qualche anno a questa parte abbiamo avuto sempre più richiesta per il bollito misto, quello vero, alla piemontese, con tutte le parti di carne che solo il macellaio può selezionare».

Ritorno ai negozi di quartiere, dunque, anche per quanto riguarda la gastronomia: «Abbiamo clienti ormai storici che si servono da noi e che soprattutto per le feste vogliono andare sul sicuro e sapere di avere un servizio fatto su misura per loro - conclude Vagge - E anche i giovani confermano questa tendenza: quando sono di corsa magari si rivolgono alla grande distribuzione, ma per le feste e le occasioni importanti vogliono la tradizione. Noi dal canto nostro cerchiamo di garantire il livello più alto del servizio preparando con cura gli ordini e selezionando le materie prime».

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