Genovesi e convivenza: il disordine in casa è la principale causa di litigi

Secondo un sondaggio, a mettere a dura prova le coppie che decidono di convivere sarebbe il disordine in casa. E chi non collabora alle faccende domestiche rischia di concludere la giornata litigando

Due cuori e una capanna? Sì, purché sia ordinata. Secondo un recente sondaggio, infatti, per il 51% dei genovesi intervistati il disordine in casa è la principale causa di litigi.

Dunque le principali "insidie" per chi vive insieme sono rappresentate dal tubetto del dentifricio lasciato aperto, dalle luci accese in tutte le stanze, piccoli lavori domestici lasciati a metà o fatti male, o semplicemente da un generico e decisamente poco sano disordine: è l'ultima ricerca condotta su Genova dall'osservatorio Sara Assicurazioni.

Visioni differenti sulla gestione della casa

Se il caos è la causa scatenante per il 51% degli intervistati del capoluogo ligure, tra le mura domestiche si litiga anche per i piccoli gesti di tutti i giorni o perché si hanno visioni differenti sulla gestione della casa (36%) che presuppongano una decisione comune: si può discutere sui gestori da scegliere ma anche su come affrontare eventuali danni che possano danneggiare il proprio nido d’amore. Attenzione anche alle faccende domestiche: chi non collabora ha il 26% di probabilità di concludere la giornata con un litigio. Il 24% non tollera la violazione della propria privacy e reclama i suoi spazi personali, mentre, per il 22% dei genovesi, rumori e musiche ad alto volume sono la principale fonte di discussione.

Per il 69% dei genovesi, i problemi si risolvono con il dialogo

Ci sono modi per ovviare a questi disagi e risolvere i problemi senza incorrere in spiacevoli conseguenze? Per il 69% degli intervistati sì, e la chiave per la riappacificazione è il dialogo. C’è chi cerca un compromesso (36%) e chi, molto saggiamente, accetta il rimprovero e cerca di migliorare (23%). Ci sono poi i più romantici, che cercano di addolcire la propria metà compiendo gesti gentili (25%). Fortunatamente, solo il 4% rientra nella categoria dei pessimisti cronici, di quelli che pensano che i rapporti non si risolvono mai pienamente.

Parenti invadenti

Secondo la ricerca, la convivenza può essere messa a dura prova anche a causa dei rapporti con altri familiari, e non solamente con la suocera, come si potrebbe immaginare. Più di un genovese su tre (34%), infatti, ha ammesso di non essere disposto a convivere con altre persone della propria famiglia, senza fare distinzione tra genitori, fratelli o, appunto, suoceri. Alcuni temono di perdere la propria privacy, per altri potrebbero rappresentare solo un peso, c’è chi sostiene che sarebbero solo fonte di litigio e, addirittura, c’è chi ha dichiarato che più lontano sono e meglio è. In ogni caso, il 47% sarebbe disposto ad ospitarli solo in casi di estrema necessità e, specialmente, solo per brevi periodi (13%), legati più che altro a difficoltà economiche o a problemi di salute.

E se parenti e amici abitassero lontano e volessero fare una bella sorpresa, magari in occasione delle feste natalizie? Anche in questo caso, i genovesi non avrebbero dubbi. Dai risultati della ricerca i genovesi non fanno distinzione tra parenti e amici: il 34% li ospiterebbe volentieri, ma solo per pochi giorni, mentre il 30% sarebbe ben contento di invitarli a pranzo o cena, a patto che a dormire vadano in albergo. Un altro 27%, infine, dichiara di essere disposto ad ospitare i parenti per tutto il tempo necessario, dimostrando di rimanere legato alla tradizione.

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