Passeggiate con i bimbi, è polemica. Il post del medico fa il giro del web: «Ecco perché è meglio di no»

La circolare con cui il Ministero degli Interni specifica le modalità di uscita di genitori e figli ha scatenato un acceso dibattito tra genitori e non solo. E il Viminale interviene

Non ha fatto in tempo a uscire la circolare, che si è scatenata la polemica. Non solo a livelli istituzionali, ma anche tra i cittadini. Il riferimento è, ovviamente, al documento con cui, nell'ambito delle misure per il contenimento del contagio da coronavirus, il Ministero degli Interni specifica che le passeggiate genitore-figlio intorno al luogo di residenza sono consentite.

La circolare è stata diffusa martedì: “Per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute”.

Il Ministero, insomma, ha voluto specificare qualcosa che anche in precedenza era consentito, esattamente come la corsa intorno al palazzo intesa come attività fisica, ma che per molti non era chiaro e limpido e metteva a rischio sanzioni, soprattutto in caso di segnalazioni da quelle che sono ormai state ribattezzate le "vedette dal balcone". Il chiarimento ha però scatenato ugualmente le polemiche: il timore è che la specifica del Ministero possa legittimare uscite più frequenti, lasciando intendere un allentamento delle misure di contenimento in un momento in cui in Liguria, come in Italia, secondo molti epidemiologi e la Protezione Civile si è arrivati al punto più alto dei contagi e si aspetta la decrescita.

A esprimere dubbi e timori sulla circolare hanno già pensato l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera, così come il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: «Non è questo il momento di abbassare la guardia. La circolare diffusa dal Ministero dell’Interno rischia di creare un effetto psicologico devastante, vanificando gli sforzi e i sacrifici compiuti finora», ha detto Gallera. E anche a Genova, città da cui è partita la lettera scritta da una bambina di 8 anni al premier Conte e anche una petizione che ha raccolto oltre 800 firme, si dibatte della questione.

Da un lato i genitori che assicurano senso di responsabilità e che, soddisfatti del chiarimento (soprattutto alla luce del fatto che le misure di contenimento saranno ormai quasi certamente prorogate sino al 20 aprile), si appellano al senso di responsabilità altrui. Dall’altro chi (e sono compresi anche genitori) non è d’accordo con la circolare, e non è d’accordo neppure con la richiesta che sta a monte. A prendere la parola è stata anche un medico genovese, con un post che su Facebook ha totalizzato centinaia di like, commenti e condivisioni.

«Premetto che vorremmo tutti far fare un giretto ai bimbi (e magari approfittarne per farlo anche noi perché no - ha scritto la professionista genovese - Ma provo a spiegare per chi ancora non ci arriva. Esco io coi miei due figli perché ora posso, esce la vicina col bimbo perché ora può, esce il vicino col cane perché poteva già prima , esce quella di sotto a fare la spesa e quello sopra che va a lavorare. Ci incontriamo per strada, i bimbi si salutano, corrono ad accarezzare il cane, ci incrociamo in tre dal portone e poi in 4 sul marciapiede, tanto ormai siamo tutti legittimati ad essere lì»,

«A qualcuno scappa uno starnuto, non aveva la mascherina perché “uff a che serve?”, tocca la maniglia - prosegue il post - i bimbi corrono ad aprire il portone, si toccano il naso perché gli prude prima che riusciamo ad igienizzargli le mani con la nostra super amuchina tascabile, si mordono una pellicina del dito prima che noi riusciamo a dirgli “no” (caspita sono fulminei i bambini quando vogliono, eppure gliel'avevo spiegato mille volte di non toccarsi il viso). Arriva la nonna a trovarli, dopo 7 giorni la nonna non si sente bene, gli ospedali sono pieni e non la ricoverano neanche (cosa che sta già accadendo anche da noi per chi non lo sapesse), dopo 10 giorni la nonna muore. Valeva la pena fare quel giretto?».

Il Viminale interviene: «Non cambia nulla»

La polemica suscita nelle ultime ore ha spinto il Viminale a emettere una nota di chiarimento sul fatto che «le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano.Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. La circolare del ministero dell'Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che  la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute»

Per quanto riguarda l'attività motoria, aggiunge la nota, è stato chiarito che, fermo restando le  limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto e che continua ad essere vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

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La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse.

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