Ombrelloni a 4,5 metri, le linee guida dell'Inail per gli stabilimenti

Prevista la prenotazione obbligatoria per prevenire l'affollamento e percorsi differenziati di entrata e uscita. Dal 18 maggio in Liguria via libera alla stagione balneare

L'Inail, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, ha messo a punto anche i documenti tecnici per la gestione della fase 2 nei settori della balneazione e della ristorazione. Entrambi sono stati approvati dal Comitato tecnico scientifico per l'emergenza e forniscono raccomandazioni sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del virus. Entrambi i documenti si soffermano anche sulle misure specifiche per i lavoratori.

Per gli stabilimenti è prevista la prenotazione obbligatoria per prevenire l'affollamento. Inail-Iss ritengono opportuna l'adozione da parte delle autorità locali di piani che permettano di prevenire l'affollamento delle spiagge, anche tramite l'utilizzo di tecnologie innovative. Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie, e percorsi differenziati di entrata e uscita con una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo.

Dal 18 maggio in Liguria via libera alla stagione balneare

Distanze analoghe nei ristoranti dove è previsto uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione anche in questo caso.

«Quattro metri tra un ombrellone e l'altro mi sembrano molti. Non vedo per quale ragione debba stare a 1,5 metri da una persona quando la incontro per strada e a quattro metri sulla spiaggia», il commento del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a Effetto giorno su Radio 24.

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«Tra le molte cose che le mi preoccupano - ribadisce il governatore - non metterei le spiagge e gli stabilimenti balneari al primo posto perché sono all'aria aperta, in luoghi normalmente molo ventilati come le coste italiane e certamente quelle liguri, sotto il sole che produce raggi uva disinfettanti naturali, sulla sabbia su cui normalmente i virus non attecchiscono». Piuttosto, conclude, «ho più timore per i molti piccoli locali dei nostri caruggi, con aerazione forzata che andrà attrezzata con filtri e senza ricircolo».

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