Corteo e corone, anche Genova celebra il 25 Aprile

Cittadini, associazioni e istituzioni commemorano il 73esimo anniversario della Liberazione d'Italia: la Superba è l'unica città europea in cui i tedeschi si arresero ai partigiani

Anche Genova celebra il 73esimo anniversario della Liberazione d’Italia dal regime nazifascista, e lo fa con l’ormai tradizionale appuntamento che comprende le deposizioni di corone in varie zone della città, i cortei e la cerimonia finale in piazza Matteotti.

Alle celebrazioni, iniziate alle 8 al cimitero di Staglieno, prendono parte gran parte delle istituzioni cittadine, tra cui il sindaco Marco Bucci e il governatore ligure Giovanni Toti. L’orazione commemorativa finale è affidato a Dario Venegoni, presidente nazionale dell’Associazione ex deportati nei campi nazisti.

A Staglieno sono state deposte corone al campo campo israelitico, ai monumenti dedicati agli internati e ai deportati nei lager nazisti, al sacrario Trento e Trieste e al campo dei Caduti Partigiani, dove è stata celebrata una messa in suffragio. La commemorazione è proseguita quindi alle 10 con un raduno in piazza della Vittoria, da dove un corteo accompagnato da esecuzioni della Filarmonica Sestrese è partito alla volta del Ponte Monumentale per la deposizione di altre corone al sacrario dei caduti partigiani e le letture della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Città di Genova e dell’Atto di Resa delle truppe tedesche.

Fischi a Toti e Bucci

Il corteo si è quindi spostato in largo Pertini per deporre altre corone, e intorno alle 11 ha raggiunto piazza Matteotti per l’orazione finale. Non senza qualche attimo di tensione e imbarazzo, quando il sindaco Marco Bucci e il governatore ligure Toti sono stati fischiati da un gruppo di persone presenti in piazza.

In difesa del sindaco, che ha più volte chiesto rispetto accusando i contestatori di «rovinare la festa di oggi» e rifiutandosi di proseguire con il suo discorso, è intervenuto Massimo Bisca, presidente provinciale dell’Anpi, che ha invitato i partecipanti a mantenere toni più pacati: «Arrigo Boldrini diceva “Ci siamo battuti per chi c’era, per chi non c’era e per chi era contro di noi”: questa è la lotta del 25 Aprile, questa è la democrazia», ha tuonato Bisca, lasciando poi nuovamente il microfono a Bucci.

Scena molto simile per Toti (che già in passato era stato fischiato durante le celebrazioni), che ha sottolineato l'importanza di poter manifestare liberamente: «Siamo qui oggi per festeggiare la festa della Liberazione, e celebrare la Repubblica e le istituzioni - ha detto Toti, mandano gli auguri della città e della Regione al presidente emerito Giorgio Napolitano, colto da malore martedì sera e operato d’urgenza a Roma - Il bello del 25 Aprile e della democrazia è che io posso stare qui a parlare e voi potete stare lì a fischiarmi e non succede niente».

A Matteotti la cerimonia per il 25 Aprile, contestati Bucci e Toti: il video

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La storia della Liberazione di Genova

Era la notte tra il 23 e il 14 aprile 1945 quando il Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria e il Comando Militare Regionale, riuniti, decisero l’inizio dell’insurrezione. Le operazioni militari per la liberazione della città iniziarono la mattina successiva e il Cln regionale assunse di fatto le funzioni di governo, avviando trattative con il comando tedesco di Genova e i vertici locali della Resistenza per evitare ulteriori morti e feriti. 

La sera del 25 aprile 1945, dunque, il generale tedesco Gunther Meinhold firmò l’atto di resa a Villa Migone, a San Fruttuoso, facendo entrare Genova nella storia: quando le truppe alleate vi arrivarono, due giorni dopo, trovarono la città non solo già liberata, ma anche in condizioni di vita quasi normali, con i tram che circolavano e le case illuminate. E la Superba divenne l’unica città europea in cui un’armata tedesca si arrese a formazioni partigiane.

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